«Da Palermo a Milano sotto il segno di Zelig»

Teresa Mannino sul palco con il suo show di successo «Sono nata il ventitrè» «Qui al Nord mi trovano un po' esotica»

Di nuovo al Nuovo. Teresa Mannino ha con Milano e con il palcoscenico incastonato nel cuore della città un rapporto speciale. Una casa nella casa (adottiva). Così, dopo una stagione infarcita di sold out per il suo one woman show «Sono nata il ventitré», dopo quasi 140 date su e giù per l'Italia, la comica siciliana torna a grande richiesta su numerose piazze, a cominciare da Milano (da questa sera al 15 novembre) e Roma (a febbraio). La ricetta dello spettacolo, scritto insieme a Giovanna Donini, è quella che Teresa Mannino maneggia con consueta abilità: il monologo, scandito con il colore popolare e l'aristocratica sensualità della cadenza palermitana. Apparentemente un ossimoro, che però sulla bocca e nella fantasia della comica divenuta celebre per le sue apparizioni e conduzioni a «Zelig» acquista l'evidenza di una perfetta formula matematica.

In una scenografia che evoca i palazzi della sua Palermo, Teresa Mannino parte dall'infanzia di bambina «abituata a sopravvivere in una scuola statale nello storico quartiere del Capo a Palermo: formazione very strong la mia, ho imparato a dare testate, non sempre metaforiche». Per arrivare a un'altra bambina e a un altro ruolo, quello di mamma: «Ho una figlia di sei anni, e dai miei anni '70 tante cose sono cambiate – spiega divertita ma anche un po' preoccupata la comica – Un esempio? Le feste di compleanno: ormai la regola è che a prendere il regalo non è solo il festeggiato. Prima di andare a casa, il bambino che compie gli anni dà un regalino a ognuno degli invitati. Io invece resto convinta che si debba accettare che se tu non sei il festeggiato non riceverai nulla. Al tuo turno, quando compirai gli anni, avrai il tuo regalo. Viviamo nella paura dei traumi per i nostri figli. Ma ben vengano i traumi, se sono formativi». Nel mondo dei bambini Teresa Mannino si è immersa per dieci puntate radiofoniche su Rai Radio 2, intitolate «Ultimo banco», andate in onda dal 10 ottobre all'8 novembre: «Per cinque settimane a settembre mi sono recata in diverse scuole milanesi – spiega la comica – Abbiamo registrato chiacchiere tra me e i bambini sui più svariati argomenti, ma soprattutto sul loro rapporto con la scuola. Molti di loro non mi conoscevano, quindi mi guardavano come un adulto qualsiasi. Per alcuni ero solo quella con tanti ricci in testa e le rughe da grande». Insomma, Mannino raccoglie favori a tutte le età e a tutte le latitudini se, come dimostra «Sono nata il ventitrè» la show-woman sicula non ha confini regionali a rischio, come alcuni suoi colleghi che, se varcano un personale Rubicone, perdono spettatori. Se si chiede a lei il perché, Teresa risponde con modestia: «Penso perché sono del Sud. A casa mia, a Palermo, mi vedono come una bandiera. Applaudono aggiungendoci l'orgoglio per una di loro che ce l'ha fatta. Al Nord, invece, amano il Sud per il suo essere esotico». Giovedì e venerdì gli show verranno registrati dalla Rai: «Non so quando andranno in onda - dice - mi piacerebbe invitare sul palco l'ex calciatore del Milan Ringhio Gattuso, visto che lo cito nello show...».