Paola Giovetti: «Sospettate sempre di chi vende miracoli»

Paola Giovetti, giornalista e scrittrice, è redattrice della più antica rivista italiana di parapsicologia, pubblicata fin dall'anno 1900. Non a caso il periodico si chiama Luce e Ombra - fu ideato a Milano - forse perché quando si affronta il paranormale è necessario saper distinguere a priori il buio dalla chiarezza, in quanto è più facile precipitare nell'ombra che innalzarsi alla luce, ovvero cadere nelle mani di truffatori come il «mago Franco» che incontrare persone che hanno davvero doti soprannaturali, coltivate per lenire il dolore della vita.
Come fare a distinguere i primi dai secondi? «Diffidare sempre di chi ti chiede tanto denaro. Trecento euro per una candela amuleto è una cifra folle. Stare lontani dalle persone che ti portano ad essere dipendenti da loro. Un vero sensitivo non ti investe di domande sulla tua vita, anzi, ti accoglie in silenzio, perché se è veramente forte vede senza bisogno d'essere curioso, e soprattutto non ti spingerà a ritornare da lui» dice la Giovetti, autrice di una trentina di saggi su tematiche esoteriche e spirituali.
«Mi rendo conto - continua - che quando una persona è avvilita, disperata diventa acritica e soprattutto si carica di aspettative che la spingono a chiedere miracoli. Un sensitivo non fa miracoli». La storia ci racconta come l'uomo sia sempre ricorso ai veggenti, ma le persone che sono dotate di un'antenna in più non si sono mai fatte pubblicità, anzi tendono a stare nell'ombra, appunto, per poter acquisire più luce. «Oggi ci sono mille mezzi di pubblicità, dai giornali alle televisioni: chi pubblicizza le sue straordinarie capacità deve destare sospetto nel fruitore».
Scriveva Goethe: «Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L'audacia reca in sè genialità, magia, forza. Comincia ora». Quando ci si accosta a qualcosa di invisibile, la vera magìa deve sempre e solo cominciare da se stessi, ovvero il paranormale non deve essere un mare dove ci si butta nella speranza di stare a galla in un momento in cui ci si sente sprofondare, ma bisogna già saper nuotare per avere dal paranormale il dono di galleggiare in una nuova dimensione. «Mai avvicinarsi a una persona che dice d'avere doti particolari, senza avere una minima cognizione di che cosa siano queste doti - specifica Paola Giovetti -. Telepatia, ovvero lettura del pensiero, chiaroveggenza, scorgere oltre il visibile, e precognizione, vedere cosa succederà domani, sono facoltà che alcuni hanno. C'è chi le usa per aiutare con coscienza chi si trova in difficoltà, ma certamente non lo farà mai per interesse e soprattutto non prometterà mai l'impossibile».
Il problema quindi va analizzato sotto due aspetti: c'è il mago che approfitta del cliente, ma è anche l'ignoranza del cliente che permette questo. «Ricorrere al sensitivo non è sbagliato, ma bisogna farlo con assoluto buon senso e forse anche con un pizzico di ironia che in queste cose non guasta mai».