Parcheggio a San Babila oggi via al cantiere E spunta Banca Etruria

Il reperti archeologici non bloccano il progetto Residenti pronti a scendere in piazza per fermarlo

Mimmo Di MarzioOggi in via Borgogna, per la precisione in largo Toscanini angolo piazza San Babila, arriveranno le prime ruspe di «Expo Borgogna Parking», operazione edilizia avvallata dalla giunta Pisapia e della Sovrintendenza. Il primo atto di uno scavo di 15 metri per un nuovo parcheggio sotterraneo il cui cantiere paralizzerà l'area del centro storico al pari di quello della M4. Nei giorni scorsi una lettera del sindaco Pisapia è giunta ai residenti di San Babila con l'intento di rassicurarli sul fatto che il cantiere, «contrariamente a quanto affermato da certi organi di stampa», durante i 27 mesi di lavori avrà il minimo impatto sulla viabilità e sulla quotidianità degli abitanti. Nella lettera, il sindaco uscente si premura di sottolineare che il suddetto cantiere è il frutto di un appalto assegnato nel 2004, scaricando di fatto l'intera responsabilità sulla giunta Albertini, deus ex machina del piano parcheggi. Ci sono invece le carte a dimostrare le responsabilità di questa giunta nell'avvallare il progetto che vuole aggiungere un nuovo autosilo privato alla pletora di parking semivuoti che affollano il centro storico a pochi metri da via Borgogna. «Privato» perché la convenzione stipulata nel 2014 dal Comune con l'Srl «Expo Borgogna Parking» stravolge totalmente il piano di Project financing approvato ai tempi e che, come prevede la legge, vede finanziare da privati un'opera di interesse pubblico. Il progetto approvato dalla giunta Albertini, infatti, prevedeva un parcheggio di 470 posti auto di cui 333 pubblici e 141 privati. Oggi, invece, i quattro piani interrati comprenderanno 238 box privati e 90 pubblici a rotazione. Questo perché la giunta Pisapia ha intavolato una lunga «transazione» con i costruttori che avevano diritto a costruire altri parcheggi nelle periferie (dove forse sono utili); ma questi ultimi sono stati cancellati dagli immobiliaristi a patto di ottenere la massima rendita da quello più redditizio. Quello del centro storico, nonostante le politiche del traffico abbiano fatto parecchia strada dai tempi di Albertini e oggi si cerchi di disincentivare l'ingresso delle auto. Oltre a una popolazione di residenti che diminuisce. In più ci si trova in un'area «ad alto rischio archeologico», anche se il sovrintendente ha dato ugualmente il via libera alle ruspe. Ma la convenzione stipulata dalla giunta Pisapia con i costruttori è un vero vaso di Pandora. Salta infatti fuori che il piano economico presentato da Expo Borgogna Parking che dovrà sostenere anni di scavi e disagi (con rischio interruzioni per le vestigia archeologiche) è stato garantito da Banca Etruria. Proprio quella sotto inchiesta per truffa e ora dichiarata fallita. Non solo. A garanzia fidejussoria c'è la Elite Insurance Company Limited, una finanziaria con sede legale a Gibilterra, Stato in piena «black list». E a tutt'oggi Expo Borgogna Parking è solo una società creata ad hoc con ricavi a bilancio per appena 10mila euro. E la patata rovente che Pisapia lascia ai milanesi e al suo successore, è un intervento senza garanzie e ad alto rischio di fallimento. Con i costruttori che hanno già chiesto una proroga per i risarcimenti da anni attesi dagli acquirenti dei box mai costruiti nei parcheggi cancellati dal Comune. Nel frattempo, i residenti di San Babila sono sul piede di guerra e nei prossimi giorni scenderanno in piazza per protestare.

Commenti
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Fr3di

Lun, 15/02/2016 - 17:24

In questa giunta abbiamo solo pagliacci. Ma carnevale è finito.