Parco a vittime del terrorismo Pisapia non dice che era «rosso»

Di sinistra, sindaco Giuliano Pisapia. «Terrorismo di sinistra». Era così difficile pronunciare queste semplici parole intitolando il giardino di via Adige a Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri? «Vittime del terrorismo» dice la targa. «Tre cittadini - ha ricordato - che hanno pagato con la vita l'espressione delle proprie idee. I loro nomi sono oggi simboli di libertà: tre giovani di 30, 34 e 35 anni uccisi perché loro colpa, agli occhi degli assassini, fu di pensare e parlare. Una colpa intollerabile per gli estremisti di ogni tempo». È vero, sindaco Pisapia, per gli estremisti di ogni tempo. Ma quel primo dicembre del 1978 a sparare furono due di Prima Linea (legga il sito dell'Associazione italiana vittime del terrorismo). «Avevano espresso in un bar di Via Adige, nella zona di Porta Romana, opinioni politiche radicalmente contrastanti con quelle di due appartenenti alla organizzazione Prima Linea ivi presenti e da questi ritenute offensive e intollerabili perché espresse in un “quartiere popolare”. Fuori dal bar ne seguì una sparatoria». Tre vittime, sindaco Pisapia, di quel terrorismo rosso che ha versato sui marciapiede tanto sangue di chi non la pensava come loro. Giusto, sindaco Pisapia, «ricordare per costruire il futuro». Però bisogna ricordare bene. E Prima linea fu l'organizzazione più sanguinaria dopo le Br. Scelse il suo nome ispirandosi ai servizi d'ordine della sinistra extraparlamentare che, negli anni Settanta, si schieravano in testa ai cortei. I morti si onorano con la verità, sindaco Pisapia. Terrorismo rosso.