Parisi in versione coach affonda Sala e il governo

Il manager al cinema Odeon scalda la squadra per il rush finale: «Mr Expo ha gestito una fiera. Pisapia lascia un buco con le multe»

Chiara Campo

Dal governo Renzi che «ha fatto un uso spregiudicato mai visto delle istituzioni» per la propaganda allo sfidante dle Pd Beppe Sala alla giunta Pisapia che «ha triplicato le multe e riesce a incassarne solo la metà, rischiamo di trovarci un grande buco di bilancio». A tre giorni dal voto ieri il candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi in versione coach ha radunato al cinema Odeon tutta la squadra dei candidati in Comune e nei Municipi per scaldarla in vista del rush finale. Una sala strapiena alle dieci del mattino, Parisi ha assicurato ai candidati che «siamo messi veramente bene, possiamo farcela ma questi sono i giorni più decisivi, in cui la gente indecisa ascolta con più attenzione le proposte». Per questo ha dettato loro i temi da ripetere a macchinetta, non solo da qui a domenica ma anche nei quindici giorni successivi, «andremo al ballottaggio e anche se non sarete eletti dovrete continuare ad aiutarmi». Le priorità: famiglia, lavoro, sicurezza. Anche il tema delle sanzioni, che «non è populista ma serio, Pisapia ha triplicato il numero delle sanzioni ma riesce a riscuoterne circa il 50% e ha scritto a bilancio 300 milioni. Rischiamo di trovarci un grande buco». Stando ai suoi calcoli quindi, intorno ai 150 milioni. Sull'accoglienza ai profughi poi «il premier Renzi giorni fa è venuto a dire che non c'è emergenza, siamo ai livelli dell'anno scorso ma continua a parlare con le statistiche: un anno fa i migranti passavano da Milano per spostarsi in nord Europa, ora arrivano e si fermano». Un governo «spregiudicato» nell'uso delle istituzioni, cita a uno a uno i ministri che hanno sfilato per sala, dalla Madia («grande esperta di pubblica amministrazione che ha garantito supporto al futuro sindaco») a DElrio («che è venuto a fare spot dopo il disastro fatto con la creazione delle Città metropolitane»). Parisi si dice preoccupato «più della rassegnazione della gente che dell'assenteismo, io stesso non sono andato spesso a votare perchè ero deluso dalla politica, dobbiamo fare capire che offriamo una piattaforma nuova del centrodestra e che vogliamo cambiare Milano». E tornando sulle parole del premier giorni fa accanto a Beppe Sala sul calcio di rigore «da non sbagliare» provoca: «Il centrosinistra ha fatto vari inciampi, ora pensa se Sala sbaglia il rigore e tira fuori. È successo all'Atletico Madrid...».

Seduto in prima fila c'è l'ex sindaco Gabriele Albertini che guida la sua lista civica «Io corro per Milano». Ieri hanno pubblicato on line uno sketch scambiandosi le provenienze, Albertini in romano spiegava a Parisi (che rispondeva in milanese) come votare sulla scheda elettorale. Anche Beppe Sala ha fatto un pò di «cinema»m mettendo in scena un porta a porta per convincere gli elettori. La lista «Milano Popolare» guidata da Maurizio Lupi ha risposto con una versione ironica: al citofono rispondono gli elettori di Parisi e lo lasciano fuori sul pianerottolo. L'ultimo (forse) affondo di Parisi a Sala è sul tema Expo: «Milano non ha bisogno di un sindaco che organizzi fiere ma di uno che abbia visione. É stato un manager che aveva il compito di organizzare una fiera e aprirla in tempo, potevano farlo in mille, magari se ci fosse stata anche qualche fila in meno. Ma Milano era internazionale anche prima di Expo, non lo è diventata per una visita di Michelle Obama, nè ora serve un G7 o il congresso dell'Onu, l'internazionalizzazione non si fa con gli eventi ma creando le condizioni perchè gli stranieri investano da noi». Il Pd è scattato in difesa di mr Expo: «Parisi offende chi ci ha lavorato».