"Parnasi puntava Farini per lo stadio del Milan, ma non era a disposizione"

Sala ricostruisce gli incontri col costruttore Maran: "Lontani anni luce da offerte di case"

C'è chi propone di nominarlo alla guida dell'Anac, l'agenzia nazionale anti corruzione, chi gli suggerisce di mollare il Pd a pezzi e fondare con «il meglio dei professionisti, studiosi e professori del Paese» un movimento politico stile En Marche di Emmanuel Macron e chi invece, restando all'interno del Partito Democratico, pretende che al prossimo turno sia candidato nella lista dei deputati. Il giorno dopo gli arresti collegati al progetto dello stadio della Roma, e la notizia che a Milano Pierfrancesco Maran avrebbe rifiutato con sdegno («qui non si usa») un tentativo di corruzione da parte di due uomini dell'imprenditore Parnasi venuti a sondare a Palazzo Marino le ipotesi di aree su cui realizzare lo stadio rossonero, l'assessore all'Urbanistica diventa un eroe sul web.

E dopo la giornata di silenzio mercoledì, ieri Facebook ha commentato: «Mi fa molto piacere che sia chiaro a chiunque entri nel mio ufficio che non vi è spazio alcuno per proposte improprie». Ci tengo a dire, ha aggiunto, «che questa però è e deve essere la normalità. Non solo per me, ma per tutta la Giunta di cui faccio parte, ed è la normalità per la gran parte di coloro che si impegnano nelle istituzioni mossi da passione e voglia di cambiare le cose». Diversi però chiedono perchè «non abbia denunciato il fatto». Anche esponenti di centrodestra. «Da quando siamo contenti di un pubblico ufficiale che non denuncia una tentata tangente? A Milano si usa così» ironizza Alessandro Morelli. Il vicecapogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico gli chiede di rispondere lunedì in aula: «Ti lasciano intendere che sono disponibili a corromperti per costruire il nuovo stadio e non dici niente nemmeno al sindaco?».

Beppe Sala e Maran ieri hanno ricostruito fianco a fianco la vicenda. Il sindaco incontrò il costruttore Luca Parnasi, che aveva l'incarico di valutare ipotesi per il nuovo stadio del Milan, Maran sia lui che i due collaboratori. «Sono venuti con un interesse in particolare per lo Scalo Farini, ma abbiamo risposto allo stesso modo in tempi diversi - spiega Sala -. Per questioni di traffico e per quella che è stata l'idea generale sullo scalo, non era possibile. La famosa frase non tradisco gli elettori di Maran se ho capito bene riguardava proprio la promessa su Farini».

L'assessore conferma, «lì abbiamo promesso di farci un parco, lo stadio avrebbe stravolto il progetto». Si dice «un pò in imbarazzo per la visibilità di questi giorni» ma assicura che non c'è stato «nemmeno lo spazio» perchè potessero offrirgli una casa, «non hanno detto o fatto cose, chi viene nel mio ufficio capisce subito che non c'è modo di fare richieste inopportune». Ma la famosa frase «a Milano non si usa così» che ha portato molti a domandarsi perchè non abbia sporto denuncia? «Ho appreso che avevano questi intenti dalle intercettazioni ma negli incontri siamo stati distanti anni luce da questo approccio - ripete Maran -. Se usi quella frase la prima volta in cui uno prova a vedere se oltre alle procedure c'è dell'altro, chiude anche discorsi diversi. É una risposta alla prima volta che uno ti dice magari oltre alla procedura c'è dell'altro. No, non c'è dell'altro». Sia Sala che Maran hanno incontrato Parnasi spingendo lui e il Milan a valutare ipotesi decentrate come Rogoredo e Porto di Mare «ma non erano percepire come un investimento interessante, e Farini non era a disposizione». Tanto che, ricorda il sindaco, «stavano iniziando a guardare all'area della Città della Salute a Sesto, su cui io non avevo nulla in contrario».