Parte il cantiere del Lirico «Sarà pronto in 450 giorni»

Il sindaco firma l'accordo con l'impresa che farà rinascere la storica sala chiusa dal 1999. «Sarà un progetto innovativo»

Mimmo di Marzio

«Oggi è una bella giornata». Così, parafrasando Checco Zalone, il sindaco Giuliano Pisapia accoglie nello sgarrupato cantiere del Teatro Lirico («la Scala del popolo») pubblico e protagonisti di un evento clou di fine legislatura: l'avvio, appunto, dei lavori che in 450 giorni faranno tornare più bello di prima la storica sala del centro storico, le cui scene furono calcate dal primo Gaber e dal primo Strehler. «Proprio qui conobbi entrambi» è l'amarcord del sindaco, prima che calasse il buio dopo quell'ultimo spettacolo di Milva il 23 dicembre del 1999. «È un momento storico perchè, dopo 16 anni di degrado e di promesse da parte delle precedenti amministrazioni, si parte davvero - continua il sindaco - e questo sarà uno dei tanti lasciti che questa giunta lascia in eredità al prossimo sindaco». Accanto a lui, nell'ora solenne, l'assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza, il suo collega alla Cultura Filippo Del Corno, il presidente di Assimpredil Ance Marco Dettori, la Soprintendente alle Belle Arti Antonella Ranaldi e i rappresentanti sindacali e dell'impresa vincitrice dell'appalto, che nell'occasione hanno sottoscritto un protocollo per la trasparenza e la sicurezza del cantiere. Pazienza se a poche centinaia di metri dal teatro, nell'area di San Babila, il cantiere di una megaspeculazione edilizia sarà un altro dei lasciti dell'amministrazione. Colpe di altri, dice in questo caso il sindaco. E allora godiamoci questa «bella giornata» in cui, con le firme di tutti, viene tagliato il nastro del cantiere che farà risorgere il teatro che fu inaugurato nel 1779 dallo stesso architetto della Scala, Giuseppe Piermarini. Se i tempi saranno rispettati, i lavori dovrebbero concludersi entro luglio del 2017. A realizzarli è l'impresa «Garibaldi» di Bari che ha vinto il bando del Comune di Milano per un costo dei lavori di 8 milioni di euro, con un ribasso del 40 per cento rispetto a quanto fissato dal bando dell'amministrazione (13 milioni di euro). «Il restauro sarà conservativo ma anche innovativo - sottolinea Pisapia - perchè, pur recuperando in pieno la struttura originaria metterà a disposizione di compagnie e spettatori i più moderni sistemi tecnologici». A cominciare dalla progettazione stessa che sarà messa a punto («per la oprima volta in un'amministrazione italiana») con il B.I.M., acronimo di Building information model, un modello tridimensionale aggiornato dello stato di fatto dell'edificio, con un data base di informazioni su tutti gli elementi del progetto, i costi, i materiali usati. Parallelamente all'inizio dei lavori, Palazzo Marino si prepara a pubblicare il bando per la futura gestione del teatro, le cui linee guida saranno presentate in giunta da Del Corno. Tra le novità del nuovo Lirico ci sarà la creazione di un ristorante al primo piano dal quale, grazie ad una parete vetrata, sarà possibile vedere la sala teatrale. Altra novità è data da un sistema meccanico del palcoscenico che consentirà di allargare il palco sulla fossa per l'orchestra fino alla platea. Infine saranno realizzati quattro ascensori per il personale del teatro e per gli spettatori.