Partecipate, Pisapia mette la retromarcia

La seduta del consiglio comunale si è aperta con un applauso per Pietro Ingrao. A volere ricordare in aula il centesimo compleanno dello storico esponente del Pci è stato il presidente Basilio Rizzo: «Spero di non offendere i consiglieri dell'opposizione, ma credo sia giusto ricordare che Pietro Ingrao compie cento anni. Penso sia comunque, per tutti coloro che fanno politica, un esempio di buona politica e di rapporto tra politica e cittadini», ha detto Rizzo.

All'ordine del giorno del consiglio, dopo la bagarre di lunedì scatenata dalla comunicazione «a sorpresa» del sindaco sul Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie del Comune, il Piano Economico Finanziario di Amsa, documento preliminare alla delibera sulle nove tariffe della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), che sarà discussa in sede di bilancio.

La discussione sulle partecipate, chiesta a gran voce dall'opposizione e dai Radicali lunedì, che si sono sentiti presi in giro dal sindaco, sceso in aula «a sorpresa» - senza che i consiglieri avessero avuto risposte alle richieste di chiarimenti avanzate sull'argomento addirittura la settimana prima -, è stata relegata a una commissione ad hoc dopo Pasqua. Sì perché il 9 aprile, il primo consiglio utile dopo lo stop pasquale, vedrà all'ordine del giorno la delibera sull'affidamento e la gestione definitiva del patrimonio abitativo comunale da parte di MM per un periodo di 30 anni, e sul Leoncavallo.

«Peccato che le priorità per la città siano altre - tuona Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia in Comune - ci sono necessità di bilancio, noi dobbiamo far sì che i servizi alla città siano garantiti durante i sei mesi di Expo, e questo non potrà avvenire se il bilancio non verrà approvato entro il 1 maggio. Amministrare la città in dodicesimi con l'esposizione universale in corsa è inaccettabile, almeno per il centrodestra. Il patto che avevamo siglato con la maggioranza a dicembre ci aveva visti disponibili a fare un dibattito veloce sul bilancio per licenziarlo entro Expo, ma dopo la mossa del sindaco la nostra disponibilità è annullata». Sulla stessa linea Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio (FdI): «Per l'amministrazione arancione il Leoncavallo viene prima del bilancio, che ancora non è stato approvato, e della discussione sulle partecipate: Milano aprirà l'Esposizione Universale mentre in Consiglio si discute di un centro sociale abusivo».

Ma perché la giunta ha tanta fretta di licenziare la permuta urbanistica tra l'ex cartiera di via Watteau di proprietà della società l'Orologio (del gruppo Cabassi) e la palazzina di via Trivulzio e l'ex scuola di via Zama di proprietà di Palazzo Marino?. La permuta scade, infatti, il 30 aprile. «Che cosa significa esattamente “scade”? - si chiede ancora De Corato -. E una volta passati i termini non si potrà fare mai più? O basta una proroga e può essere ripresentata?». Anche Forza Italia ha chiesto lumi alla segreteria generale a questo proposito.

«Apriremo l'Expo mentre il Comune è impegnato a parlare di Leoncavallo! Anche perché si scordino di chiudere la questione in un paio di sedute» tuona battagliero De Corato che annuncia emendamenti a tre zeri sulla delibera. Anche Forza Italia si è messa al lavoro e ha già preparato circa 400 emendamenti alla permuta urbanistica: «Non gliela faremo passare in alcun modo» fa eco Tatarella.

Anche sulle partecipate la maggioranza dovrà difendersi dall'offensiva del centrodestra in aula: «Non possiamo assolutamente tollerare che MM spa diventi in Comune quello che Infrastrutture lombarde è in Regione, per un semplice motivo: la coerenza. Il centrosinistra ha sempre criticato il modello di super holding regionale e adesso lo vuole replicare a Palazzo Marino».

Nel mirino la proposta di Giuliano Pisapia di far assorbire dentro la società di ingegneria specializzata in progettazione di metropolitane, che gestisce il sistema idrico, le case popolari comunali, Milano Sport, la partecipata che si occupa di impainti sportivi e Mir, Milano Innovazione Reti.