La partita nei Comuni: rischi e speranze

Un milione di elettori chiamati a scegliere i deputati europei. Ma sarà anche un segnale politico importante quello che arriverà al Paese dal voto milanese (lo spoglio delle schede inizierà già alle 23 per proseguire fino a notte). Come da tradizione, Milano gioca un ruolo da capitale nella volata finale dei leader. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha fatto tappa in città martedì, con un incontro dedicato per lo più ai militanti al Piccolo Teatro. Per il rush finale ha scelto invece di giocare nella sua Toscana, a Prato e Firenze.
Chiude a Milano, invece, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. L'appuntamento più importante della campagna elettorale è per le ore 18 presso la sala congressi della Provincia in via Corridoni 16. Ad affiancare il presidente del Consiglio ci saranno i candidati della circoscrizione Nord-Ovest, con il capolista Giovanni Toti e tutti i responsabili del movimento a partire dal coordinatore regionale Mariastella Gelmini. Battaglia contro le tasse e per la giustizia, ecco le bandiere dei moderati, impegnati in doppio fronte, da un lato la foga giustizialista di Beppe Grillo, dall'altro le promesse di Renzi. «Grillo specula sulla disperazione di molti italiani» ha detto ieri il leader di Forza Italia, mettendo in guardia: «La situazione di Grillo è estremamente preoccupante. Se fosse primo partito cadremmo in una situazione di totalitarismo e autoritarismo». Ma anche Renzi, per il leader di Forza Italia, guida un governo «largamente inadeguato alla situazione». «Quando qualcuno li ha chiamati dilettanti allo sbaraglio ho convenuto con questa frase». «Sulle case e sui risparmi degli italiani è in arrivo una tempesta fiscale - ha ribadito ancora Gelmini - A scatenarla è il governo Renzi, con la complicità di quelle sentinelle anti-tasse del Nuovo centrodestra evidentemente cadute in un sonno profondo».
E ieri, a Milano si sono fatti vedere proprio i responsabili del Ncd, con Angelino Alfano e il capolista Maurizio Lupi. Ma è stato soprattutto il giorno di Grillo, che ha riunito i suoi in piazza Duomo, per il solito show, come da copione costruito su un'aggressività verbale che non riesce a nascondere una gran confusione di obiettivi e programmi. Milano d'altra parte, è una delle cartine di tornasole per il fenomeno 5 Stelle: il movimento ha eletto un consigliere la cui presenza a Palazzo Marino è risultata del tutto irrilevante, per stessa ammissione di qualche «grillino» (ormai ex). Incontro a Milano anche per Fratelli d'Italia. Uno dei leader del movimento, l'ex ministro Ignazio La Russa, con il candidato Carlo Fidanza, la coordinatrice Paola Frassinetti e gli altri dirigenti alle 12 sarà in Galleria Vittorio Emanuele, lato piazza Scala. E promette di portare con sé un tricolore da record, per rappresentare lo slogan della campagna: «Io voto italiano». Chiusura milanese, oggi, anche per il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che alle 15 sarà con i suoi davanti al dormitorio pubblico di viale Ortles 69.