Partiti, seggi e possibili alleati Ecco il Consiglio «costituente»

La «Costituente» di Milano. Il Consiglio metropolitano che sarà eletto a settembre da sindaci e consiglieri dei 134 Comuni della provincia avrà il compito di scrivere lo statuto della città metropolitana, l'ente che subentrerà alla Provincia - da qui al 2015 - e probabilmente anche al Comune capoluogo - da qui a pochi anni, quanti saranno è uno dei motivi di scontro. Il Consiglio è l'organismo che scriverà il futuro delle amministrazioni locali di un'area di 3 milioni di persone. Stabilirà cosa farà il sindaco metropolitano (e la Conferenza), cosa i Comuni, e che fine faranno Palazzo Marino e le 9 zone (Municipi?). A proposito di questa elezione, sul tappeto c'è l'ipotesi di un «listone» costituente con Pd e Forza Italia. Nessuno lo esclude ma il listone è difficile: il Pd ha circa 850 consiglieri nella provincia e governa oltre 80 Comuni. Per fare un listone che garantisca la «pace istituzionale» dovrebbe sacrificare dei seggi. Forza Italia, d'altra parte, avrebbe l'imbarazzo di gestire un accordo proprio mentre si fa più dura la sua opposizione a Giuliano Pisapia. Anche Pisapia, d'altra parte, è orientato ad andare al voto con liste contrapposte e per questo accelera sulla data (si parla del 14 settembre). Mentre Sel si appresta a seguire il Pd, la sinistra ha la spina nel fianco della «lista civica» a cui lavorano Radicali e verdi. Nel programma c'è l'inserimento nello statuto di referendum propositivo e delibere di iniziative popolari. Il consigliere comunale Marco Cappato chiede però prima di tutto a Pisapia «elezioni vere e democratiche». Tempi certi, meccanismi trasparenti. «Votare il 15 settembre significa presentare le liste il 25 agosto, una follia. E stringere i tempi, senza coinvolgere i cittadini, significa riservare le elezioni ai grandi partiti».
La battaglia cruciale, aperta da Forza Italia, è tuttavia quella per l'elezione diretta - subito - del sindaco metropolitano. E gli azzurri potrebbero trovare sponde a sinistra. Il Pd ha proposto un accordo organico agli alleati, in assenza del quale «faccio tanti auguri a tutti» dice il segretario Pietro Bussolati, forte del fatto che per presentare una lista servono 110 firme di consiglieri comunali. L'obiettivo di tutti è conquistare il voto delle centinaia di consiglieri delle liste civiche. I partiti maggiori stanno già studiando le simulazioni (complicate dal voto «ponderato» che dà più peso al voto dei Comuni più popolosi). Secondo i calcoli ufficiosi delle segreterie, il Pd potrebbe arrivare a 12 consiglieri, Forza Italia a 5. E sono seggi ambiti, anche da sindaci in carica e altri esponenti di peso. Un paio di seggi ciascuno andrebbero a Sel e Lega. Il resto andrebbe ad «altri» e civici. E ieri da Manfredi Palmeri (Nuovo polo) Matteo Forte (Popolari per l'Italia) e Marcovalerio Bove (Ncd) è partito un appello a «riaggregare una proposta liberale e popolare».