Quella Pasqua a luci rosse nel parco Lambro

di Nino Materi

Giorno di Pasqua. Parco Lambro. Ore 16. Centinaia di persone passeggiano nel verde. Il contesto è quello tipico del post-pranzo della festa, tra famiglie col carrozzino, bambini in bicicletta o che giocano a pallone nei prati. Sembra tutto normale.

Ma ecco il fuoriprogramma: una coppia, sotto gli occhi imbarazzati della folla, comincia a fare sesso. La donna è stesa sull'erba, l'uomo è su di lei e si muove da provetto pornostar. La gente un po' si indigna, un po' distoglie lo sguardo, un po' allontana i piccoli da quella «zona calda». La scena hard dura parecchi minuti. Se in zona ci fosse stata una pattuglia di polizia municipale (cosa che, a onor del vero, al parco Lambro accade abitualmente), i due sexy assatanati sarebbero certo stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico. Al contrario, hanno potuto continuare imperterriti nella loro performance. Inutile cercare un vigile, un poliziotto o un carabiniere per segnalare lo show a luci rosse. Nel giorno della santa Pasqua, in un parco Lambro trasformato dalle comunità straniere in un indecoroso suk (tra grigliate, mercatini di paccottiglia e bancarelle gastronomiche), non c'era un solo agente in divisa.

È grave che nel parco più grande di Milano, dove può accadere di tutto, non si abbia la possibilità di dare l'allarme rivolgendosi a un tutore dell'ordine.

E se invece che una coppia di sporcaccioni nel parco avesse imperversato una coppia di criminali, cosa sarebbe accaduto? Meglio non pensarci. Sperando di vedere in futuro qualche divisa in più. E qualche zozzone in meno.