Patto (a metà) Lega-FI Ok al super assessorato Resta il nodo ospedali

Incontro ad Arcore tra Maroni e Berlusconi Il governatore: «Un pranzo tra vecchi amici» L'ipotesi: riforma in aula anche ad agosto

«È stato un pranzo tra vecchi amici». Non dice una parola di più il presidente della Regione Roberto Maroni, di ritorno dall'incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi. «C'è piena intesa su tutto - si limita ad aggiungere -. Non sono andato lì per risolvere nodi, quelli li risolvo qui con il gruppo di Forza Italia».

Tra gli argomenti affrontati a tavola, oltre alle comunali 2016, Maroni e Berlusconi hanno parlato della riforma sanitaria. E se è vero quello che dice il presidente regionale («È stato un incontro cordiale e soddisfacente») significa, tra le righe, che sono anche state gettate le basi per avvicinare Lega e Forza Italia sulle crepe ancora da aggiustare: mentre bisogna ancora lavorare sulla mappa dell'accorpamento degli ospedali, sembra esserci l'intesa sul super assessorato al Welfare. Si farà. E se non dovesse restare in mano a Mantovani, Fi chiederà in cambio nuove deleghe. In questo caso per mantovani ci sarebbe già pronto un nuovo piano, con un incarico di prestigio come vice coordinatore nazionale del partito e responsabile organizzativo.

Per ora Fi e Lega sono compatte su una posizione: se è necessario si discuterà della riforma a oltranza per tutto agosto. Anche a costo di disdire le prenotazioni delle ferie. «Ma in autunno - assicura Maroni - la riforma verrà applicata». Ovviamente l'obbiettivo è chiudere l' affaire sanità entro il 31 luglio o, in seconda battuta, entro il 6 agosto. È chiaro a tutti che le quattro giornate di discussione programmate fino a venerdì non saranno sufficienti. Basteranno giusto per la discussione generale. Poi però ci saranno da passare al vaglio le cariolate di emendamenti e i 15mila ordini del giorno.

Non contento dell'ostruzionismo alla «muro contro muro», il Pd ha presentato altri 1.800 sub emendamenti. Plichi di carta che, se fossero stampati, si tradurrebbero in oltre 150mila fotocopie. Un costo eccessivo che il consiglio ha deciso di non sostenere, rendendo gli emendamenti e gli odg consultabili solo on line. «La riforma - spiega il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri - si occupa del risiko degli ospedali, ma non tocca ciò che interessa davvero ai cittadini: ridurre i ticket più costosi d'Italia, ridurre le rette delle case di riposo, tagliare le code. A noi non interessa l'ostruzionismo per l'ostruzionismo, ma una riforma che dia ai lombardi un sistema sanitario migliore».

In realtà i ticket verranno ridotti già dal primo ottobre. «La riforma sanitaria è talmente coperta finanziariamente - conferma l'assessore al Bilancio Massimo Garavaglia - che riusciremo nell'operazione». Il presidente lombardo ha anche precisato che la riforma non punta né a fare cassa, né a chiudere ospedali per tagliare i costi. «Potremo risparmiare oltre 300 milioni che verranno, di volta in volta, reinvestiti per migliorare il sistema sanitario».

Intanto, mentre in aula si discute la riforma, Giacomo Ciriello, fedelissimo di Maroni e coinvolto nell'indagine sui contratti Expo, è stato nominato vice segretario generale e lavorerà a fianco del segretario generale Giuseppe Bonomi, ex numero uno di Sea. In giunta slitta invece l'ordine del giorno per i rimborsi 2014 sulle prestazioni non tariffabili degli ospedali, cioè i servizi, tipo la riabilitazione, «forfettizzati» e non dettati da tariffe fisse nei drg.