«Il patto tra partiti e civici modello da replicare»

La coordinatrice Fi: «Siamo prudenti ma conquistare l'ex Stalingrado sarebbe un simbolo»

Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia. É arrivato il d-day, giochiamo agli exit poll. Come finisce a Como, dove schierate Landriscina contro Traglio?

«Como è assolutamente a portata di mano».

A Monza il vostro Allevi è quasi testa a testa con l'uscente Scanagatti.

«Allevi ha giocato una grande partita e il presidente Silvio Berlusconi si è speso tanto. Qui al secondo turno c'è stato l'apparentamento con il candidato di Alternativa Popolare, ci presentiamo con il centrodestra unito e largo che governa anche in Lombardia, ed è il modello vincente anche per la Regione».

Gli occhi sono puntati sulla sfida di Sesto San Giovanni tra il vostro Di Stefano e Monica Chittò. Dopo 72 anni riuscirete a espugnare la «roccaforte rossa»?

«C'è grande entusiasmo dopo il risultato del primo turno ma vogliamo essere prudenti fino alla fine, non abbiamo mai vinto e rimane una partita difficilissima. Vincere a Sesto avrebbe un grande valore simbolico».

Lì avete firmato l'apparentamento con l'ex sfidante civico Gianpaolo Caponi.

«Il modello Sesto è molto interessante e potrebbe essere replicato ai prossimi appuntamenti elettorali: da una parte si presenta il centrodestra unito, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, dall'altra si stringe una collaborazione sulla base dei contenuti tra partiti e movimenti civici».

Nella campagna per i ballottaggi il segretario del Pd Matteo Renzi è rimasto defilato, perchè questa strategia secondo lei?

«Oggi a sinistra si comincia a ragionare in termini di coalizione e il renzismo dopo la scissione non basta più. Certamente è stato prudente».

Con un secondo turno il 25 giugno si rischia il deserto ai seggi?

«L'affluenza purtroppo sarà la vera incognita sui risultati, per questo rivolgo ancora una volta l'appello ai nostri elettori a trovare quei dieci minuti di tempo per andare a votare, dalla qualità del sindaco dipende la crescita della propria città e la qualità della vita».

Qualche candidato andava a citofonare ai campanelli, ormai tocca fare la campagna porta a porta?

«É diventata un corpo a corpo, si fa in mezzo alla gente, ai mercati, ai gazebo e anche citofonando. L'impegno diretto di Berlusconi è sempre un valore aggiunto ma anche i nostri sindaci in carica, cito solo Musella di Assago o Villa di Pessano con Bornago, si sono prodigati per i colleghi, un bel lavoro di squadra».

ChiCa