La pausa pranzo negli uffici? C'era una volta la "schiscetta"

Come eravamo quando non c'erano le macchinette dei panini e del caffè

Come eravamo. Come eravamo quando non c'erano le macchinette dei panini e del caffè negli uffici, quando la pausa pranzo non si faceva al bar con gli amici perché si dovevano risparmiare anche quelle poche lire per sostenere il bilancio di famiglia e perché di locali che concepissero cosa fosse una paura pranzo da servire a un commesso o un operaio non ne esistevano ancora.

La prima schiscetta, anno 1952, è in mostra per tutto gennaio nella sede di Assolombarda in via Pantano 9. È un'idea di Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, e di Gianni Caimi, Amministratore Delegato Caimi Brevetti S.p.A.

L'esposizione fa parte del progetto «Forse non tutti sanno che...». Prevede l'allestimento nell'ingresso di Assolombarda di un oggetto, più che un oggetto, un simbolo ormai, che ha fatto la storia della nostra industria e della nostra cultura, diffondendo nel mondo la genuina creatività del Made in Italy. Il portavivande di Caimi, noto come la schiscetta, inaugura la serie di icone che verranno proposte nel corso dei prossimi mesi ad Assolombarda. Caimi brevettò il famoso oggetto per le pause pranzo nelle aziende, nelle scuole, negli uffici. La schiscetta, che ha partecipato al senso del lavoro nel periodo del boom economico degli anni '50 e '60, rimarrà in visione per il pubblico milanese.

A febbraio un'altra icona d'impresa apparirà nell'atrio dell'associazione, per farci comprendere cosa siamo ora.

Commenti
Ritratto di giangol

giangol

Ven, 12/01/2018 - 12:51

c'è ancora

Ritratto di stenos

stenos

Ven, 12/01/2018 - 13:51

C'è ancora, anzi sta tornando. Le mense aziendali chiudono, costano, ai mercati i costi non piacciono, e quindi schisceta.

Maurizio Fiorelli

Ven, 12/01/2018 - 14:42

Bei tempi, a turno, dove lavoravo io, una buona mezz'ora prima della pausa pranzo si accendeva il bagno maria dove erano depositate le nostre schiscete. Meno ricchi in soldi ma molto di più in umanità!

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Ven, 12/01/2018 - 14:46

Ne ho fatto uso abbondantemente. Si andava all'istituto superiore nel capoluogo distante 20 km. La gamella era d'obbligo per risparmiare. D'estate, durante le vacanze scolastiche (degli altri) io andavo a fare il manovale per contribuire al bilancio familiare. La gamella mi seguiva. La preparava mamma la sera.