«Via il pavé anche dalle vie del centro»

Nulla osta. Per il Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici Alberto Artioli pietra naturale, pavé e masselli non sono «vincolati» a prescindere. Neppure se si trovano in centro. «Ci sono tantissime vie che hanno l'acciottolato storico in stato di degrado con toppe di cemento o di asfalto. Non bisogna fare una tutela chiusa e rigida, perché non conservare bene significa in pratica non conservare affatto», chiarisce Artioli.
Come annunciato dall'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza, la Sovrintendenza è in attesa di ricevere il piano in cui saranno messe sotto la lente di ingrandimento strade e piazze del centro città. Una fotografia aggiornata della viabilità dentro la cerchia dei Navigli da rivedere e correggere. In un senso (ovvero reintegrando le pietre sciupate, mosse e pericolose) o nell'altro (cioè sostituendole con una colata di asfalto). Uno studio era già stato fatto nel 2006 con Riccardo De Corato, vicesindaco e con delega all'arredo urbano. Aveva consegno nelle mani della Soprintendenza un «Piano pietra», in cui erano schedati i 520mila metri quadri di masselli in granito, i 157mila cubetti in porfido e i 15mila ciottoli. Andrebbe aggiornato.
Se allora infatti il criterio proposto era di conservare il pavé in centro e rimuoverlo in periferia, ora tra incidenti, spending review e mobilità sostenibile anche la tutela delle pietre in centro traballa. «Col Comune valuteremo dove è il caso di mantenere la pietra e dove invece sia meglio eliminarla. In linea di massima bisognerebbe concentrare la pietra nelle vie pedonali mentre nella altre strade tolto il pavé per asfaltare - spiega Artioli -. Razionalizzare usando il buonsenso. Ormai non viene più fatta la manutenzione come succedeva 50 anni fa». Insomma al di fuori della cerchia dei Navigli i vincoli diventano ancora meno limitanti. Fabrizio De Pasquale, consigliere del Pdl, promotore della mozione che aveva impegnato il consiglio alla rimozione del pavé, ha stilato una mappa delle vie dove i lavori potrebbero già partire. Si tratta di una quindicina di strade che potrebbero forse avere velocemente l'ok della soprintendenza perché non si trovano nel centro storico. Si tratta di via Solari, corso Genova, via de Amicis, via Ripamonti, corso di Porta Vigentina, corso Lodi, corso Concordia, piazza Firenze, via Rubens, Forze Armate, via Venini, via Leoncavallo, via Pasubio, via San Michele del Carso. Alle quali sarebbero da aggiungere corso di Porta Ludovica e piazza Cinque Giornate, priorità per Atm.
Insomma davvero a Milano la pietra potrebbe avere le ore contate. Almeno nelle intenzioni. Per passare dalle parole ai fatti resta da risolvere la questione economica. L'assessore Rozza aveva puntualizzato che i lavori di sostituzione della pietra sarebbero andati a ruota dei lavori in programma di società come Atm o A2A.