Pd contro Maroni: «Tutto come prima» La Lega: «Facciano un mea culpa»

Sarà il caldo di agosto che agita gli animi anche in vacanza. E ieri il Pd al Pirellone si è lanciato in un attacco a freddo al governatore, Roberto Maroni. «La pausa estiva ci aiuterà a capire se il presidente punta sul serio a una nuova Lombardia o vuole limitarsi a mettere in sicurezza una Lega che cerca nuovi approdi politici dopo che pare aver esaurito la sua carica di innovazione politica» si legge nella newsletter del gruppo del in consiglio regionale.
L'accusa? Rimanere nel solco tracciato dal centrodestra, di cui la Lega è sempre stata parte alla guida della Regione. «Quanto Maroni ci ha fatto vedere in questi primi mesi non ci tranquillizza riguardo la capacità di offrire segnali di reale inversione di tendenza» scrivono gli esponenti del Pd. Ma l'attenzione, al di là delle dichiarazioni di principio, è tutta concentrata su seggiole e poltrone. Nomine e riforma Aler sono infatti le questioni sottolineate dal Pd.
Lega e Lista Maroni non l'hanno presa bene. E hanno invitato gli accusatori a fare prima di tutto un bel mea culpa. «Mi pare che i primi ad aver bisogno di qualche riflessione nella pausa estiva siano proprio i consiglieri del Pd, a cui consiglio inoltre di non trascurare quello che è sempre stato un obbligo per tutti gli studenti: i compiti delle vacanze» dice il capogruppo della Lega al Pirellone, Massimiliano Romeo. Il contrattacco è deciso: «La Regione Lombardia, come tutte le istituzioni democratiche, ha necessità anche di una seria opposizione, fatta di proposte concrete e realizzabili. Finora onestamente se ne sono viste ben poche». E il capogruppo della Lista Maroni, Stefano Bruno Galli: «Gli unici ad avere bisogno di riposo qui sono i consiglieri del Pd: non sono ancora usciti dalla logica del 'formigonismo, che aveva di fatto esautorato il legislativo».