Il Pd multato dalle telecamere trappola

Monguzzi "beccato" si lamenta: non si capiscono i cartelli in Centrale

É la rivincita del popolo degli automobilisti. Tartassati con ticket, gratta e sosta, divieti, tentativi continui di mandarli a piedi in centro e nelle domeniche antismog. Aiuto regista di queste operazioni spesso e sovente il consigliere ambientalista del Pd Carlo Monguzzi, che professa l'uso dei mezzi ma per una volta almeno, lo scorso 28 agosto («per andare a prendere due signore ottantenni che arrivavano col treno» si è affrettato a giustificarsi) ha guidato la macchina fino alla stazione Centrale. E ha scoperto (come tanti pendolari e milanesi prima di lui) che nel labirinto delle telecamere accese in città, tra Area C e zone a traffico limitato, ci si può perdere. E ha un prezzo. «Ho preso una multa - si è sfogato Monguzzi su Facebook - perchè ho percorso credo 10 metri di corsie preferenziali di fianco alla Centrale, in piazza 4 novembre in quel dedalo di (per me) incomprensibili e indecifrabili sensi riservati e non. Pagherò ma sfido gli esperti di viabilità ad arrivare lì per la prima volta e capire dove si può andare e dove no». É un richiamo (anche) all'assessore alla Mobilità dem Marco Granelli. Seguono i commenti di tanti incappati nella stessa telecamera-tranello, di chi segnala altre zone a rischio o il «semaforo del maratoneta» in piazzale Lodi, acceso sul verde «quasi nulla». Il segretario cittadino del Pd Pietro Bussolati ammette che «in campagna elettorale avevamo proposto che alla prima entrata in una Ztl arrivasse una segnalazione e non subito la multa. É importante entro i 5 anni varare questa riforma». Chissà.