Il Pdl replica a Tosi: «Voto anticipato in Lombardia? Attento al Veneto»

«A me personalmente se si andasse al voto anticipato in Lombardia non dispiacerebbe». A invocare un ritorno alle urne a breve non è un politico lombardo, ma il sindaco di Verona, Flavio Tosi. E questa è la novita di un dibattito tra la Lega e il presidente della Regione Lombardia che si trascina da tutta l'estate. Tosi ha parlato ieri alla festa dell'Italia dei Valori di Vasto.
A replicargli è il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini. «Flavio Tosi vuole elezioni anticipate in Piemonte e in Veneto facendo cadere Cota e Zaia? Se Tosi ha un qualche potere nella Lega devono solo dirlo, noi del Pdl siamo pronti. Ricordo al sindaco di Verona che i gruppi del Pdl delle Regioni del nord sono uniti e compatti: se la Lega fa cadere una regione, Cota e Zaia saltano immediatamente» è la rappresaglia proposta da Valentini, che ipotizza una caduta delle giunte guidate dai leghisti Roberto Cota e Luca Zaia, presidenti del Piemonte e del Veneto. La scorsa settimana, proprio a Verona, si è riunito il coordinamento di tutti i gruppi del Pdl nelle regioni del Nord.
Il rapporto competitivo tra Lega e Pdl è un po' una costante degli ultimi tempi. Anche sulla macroregione, lanciata da Formigoni per procedere al federalismo senza toccare la Costituzione, si è scatenato un attacco del segretario della Lega, Roberto Maroni, nei confronti del governatore lombardo. Maroni è arrivato a chiedere il copyright della macroregione del Nord, tirando in ballo Giangranco Miglio, il politologo che è stato il punto di riferimento della Lega degli esordi. Era sempre stato Maroni ad avanzare pretese del Carroccio sulla Lombardia, sempre respinte al mittente da Roberto Formigoni e dagli altri esponenti del Popolo della libertà.