Pedonalizzate anche le indicazioni stradali

Cresce la mobilità pedonale, anche in forza della chiusura alle auto di zone sempre più ampie della città, e il Comune organizza le vie per chi si muove a piedi. Centocinquanta totem con mappe dettagliate per spiegare a turisti e milanesi dove si trovano e quali luoghi di interesse possono raggiungere da quel punto. Se tutto va bene saranno pronti entro la prossima primavera perchè «la delibera è passata in giunta nell'ultima riunione di agosto» ha spiegato l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran . Saranno posizionati soprattutto nel centro città e nelle zone più frequentate come i navigli, oltre che sul percorso verso Expo 2015.

«Non è un'idea nuova - ha precisato l'assessore - ci siamo ispirati al sistema di way finding di Londra, dove nel 2007 sono stati installati per la prima volta 19 totem». In ognuno di quelli milanesi ci saranno le piantine della zona, con segnalati i servizi vicini o i monumenti e luoghi di interesse raggiungibili velocemente.

Saranno come pietre miliari di un percorso tutto rivolto ai pedoni, una novità perché «fino ad ora la segnaletica non era rivolta a chi si sposta a piedi» ha precisato l'assessore. «Inoltre – ha aggiunto Maran - diamo una dimensione diversa al progetto delle Zone 30, soprattutto per quelle all'interno della cerchia dei Navigli. Spesso le Zone 30 vengono presentate come una sorta di penalizzazione per le automobili invece sono un modo per favorire i pedoni. Per questo è importante renderle più facilmente percorribili a piedi, e queste indicazioni indubbiamente aiuteranno a promuovere i flussi pedonali». Il progetto rientra nel piano «City operations», varato dalla Giunta in previsione di Expo, che ha tra i suoi temi prioritari proprio quello di favorire una migliore mobilità e accessibilità di Milano.

In realtà si tratta in parte dell'implementazione di «WalkMi», un servizio simile di mappe distribuite per la città. Però questa è la versione in grande: i centocinquanta totem, alti due metri e larghi sessanta centimetri, costeranno mezzo milione di euro. Per un costo al pezzo di 3mila euro circa compresa l'installazione e la manutenzione, ma «si tratta di un terzo di quanto sborsato per quelli londinesi, una scelta al risparmio per motivi noti». Così se la crisi costringe a qualche economia, non è detto che non ci sia anche l'occasione per sfruttare altrimenti i totem: lo spazio per un eventuale sponsor c'è nella parte bassa e forse i commercianti o altri city users vorranno implementare questo genere di segnaletica. Anche perchè si tratta di un sistema basato su segni facilmente comprensibili da diverse nazionalità. WalkMi verrà invece pensionato.