Penati corteggia Albertini: «Pranziamo insieme alla Festa»

Il presidente della Provincia rilancia un candidato diessino nella corsa a sindaco: «La nostra classe dirigente è all’altezza»

Sabrina Cottone

«Non credo che i Ds rinuncino al candidato sindaco. Hanno pari dignità e classe dirigente che può giocare su quel ruolo». Filippo Penati, il funzionario di partito eletto presidente della Provincia, è la prova vivente di quel che dice e lo dimostra mentre se ne va in giro per gli stand della Festa dell’Unità, tra le signore che spingono per potergli parlare. Naturalmente, aggiunge con garbo, perché si passi all’opzione politica e a una discesa in campo della Quercia è necessario che tramontino le ipotesi Ferruccio De Bortoli e Umberto Veronesi. E però: «Non credo che i Ds rinuncino». Lo dice a Telelombardia e le sue parole sono quanto basta a risvegliare in diretta l’orgoglio di partito mortificato dall’assenza di aspiranti sindaci.
«Continuo a fare quel che sto facendo» ripete poi a chi gli chiede se può essere lui il candidato. Nel frattempo, si propone come commensale e ospite dell’inquilino di Palazzo Marino. E proprio alla Festa dell’Unità. «Chiedo calorosamente al sindaco Albertini di venire a fare visita alla Festa e spero che venga per un’iniziativa pubblica. È importante la presenza del sindaco della città ospite. Ma anche se verrà solo per il pranzo mi farà piacere incontrarlo. È vero che ci sono diversità di vedute tra di noi, ma noi dobbiamo dimostrare correttezza. È giusto quindi ospitare il sindaco della città dove si svolge la festa» è la colomba di pace di Penati. Il finale dell’invito a Albertini è con sorpresa: «È doveroso che il sindaco di Sesto ci sia». Il sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini? La sorpresa è generale, considerati i rapporti non proprio distesissimi tra i due. «Un errore...». O tecnicamente, un lapsus.
«Albertini per un certo periodo è stato in grande sintonia con Milano, anche se io credo che questa stagione si sia chiusa con il suo secondo mandato» è l’ulteriore omaggio di Penati. Il segretario provinciale dei Ds, Sergio Mirabelli, è anche lui molto gentile: «Ringrazio il Comune che ci ha dato una mano nel costruire una Festa bella e al contempo rispettosa dei cittadini». Insomma, dopo le polemiche dei giorni scorsi, tappeti rossi per Albertini.
Penati invita poi a non contare troppo sulla vittoria: «Ci sono le condizioni perché il centrosinistra intercetti questa voglia di cambiamento ma non bisogna dare nulla per scontato». Per questo «serve un candidato che vince e ci sono tante possibilità. È un percorso interessante e l’uomo giusto sarà scelto come sempre con metodo democratico». Penati non fa sconti neanche ai grandi nomi della società civile: «Serve un momento di legittimazione democratica anche per un candidato forte come Veronesi o De Bortoli. È giusto che si sottopongano a un passaggio democratico, se poi saranno le primarie si vedrà...». Certo a lui le primarie piacciono molto: non a caso è il primo a mettere la firma per Romano Prodi.