Penati spende 32mila euro per dare una casa ai rom

Gianandrea Zagato

Le tre cabine del telefono sono scassate. Il display avverte «solo chiamate d’emergenza». Ma in via Varanini c’è un’altra emergenza, è quella che dal civico 27 rischia di esplodere nell’intero quartiere. Protagonisti trentacinque e più rom che la Provincia di Milano ospita nello stabile a due passi dalla stazione Centrale. Presenza «ingombrante» secondo i vicini di casa che già sono costretti a tenere gli occhi ben aperti, «non è un caso imbattersi in ubriachi giorno e notte, gente che fa i bisogni dove capita e personaggi strani che vendono di tutto e di più».
Vita non facile da queste parti, spaccato di una città che si lamenta e che non ce la fa più a sopportare presenze «di troppo». Come, appunto, quei rom a cui Palazzo Isimbardi «provvisoriamente», dice l’assessore provinciale Francesca Corso, paga l’affitto: trentaduemila euro «oneri fiscali e spese di registrazione escluse» per un periodo di «sei mesi, con contratto di locazione di tre mesi più tre, con possibilità di proroga». Scelta dell’amministrazione guidata dal diessino Filippo Penati che però risulta sgradita ai coinquilini dei rom: «Non è questione di razzismo ma di qualità della vita e, comunque, non è certo un bel vedere», «finora non hanno provocato molti disagi ma di notte è un via vai continuo, gente che va e gente che viene... chi li controlla?», «dicono che stanno quì tre mesi e che, poi, se ne vanno... ma chi lo garantisce?». Leit-motiv conditi di rabbia e di stupore per quell’impegno messo nero su bianco dalla Provincia di Milano con la società Miramondo Network, amministrata dal sestese Piero Di Caterina, che in cambio di pigione dà un tetto ai nomadi sgomberati dalle favelas di via Capo Rizzuto. Soldi pubblici di cui l’opposizione chiede conto, «bisogna fare chiarezza, ci rivolgeremo alla Corte dei conti per denunciare la discrezionalità con la quale la Provincia utilizza i fondi per il progetto “patto metropolitano per la casa”». Preannuncio dell’ennesimo intervento della magistratura contabile che s’accompagna alle iniziative studiate da Giovanni Di Nicola di An per i primi di settembre, «penso agli italiani e anche agli extracomunitari che l’affitto se lo pagano di tasca propria e che, quindi, ora si lamentano delle scelte della giunta Penati: cittadini pronti a testimoniare il proprio disagio con una manifestazione in via Varanini». E mentre l’azzurro Bruno Dapei denuncia «il costo pagato da Penati per non saper governare l’emergenza», dal civico 1 di via Vivaio esce una determina che «approva la spesa di novemila euro per una struttura in alluminio correlato di pavimentazione in legno» per l’accoglienza dei rom di via Capo Rizzuto.