People and Borders, l'uomo oltre i confini negli scatti di Gian Butturini

Dal 13 aprile all’11 giugno una mostra retrospettiva organizzata dalla Fondazione rende omaggio al fotografo e reporter sempre sul campo nei conflitti più importanti degli anni ‘70 e ‘80 alla ricerca del senso dell'uomo

Lo sguardo attento e sensibile sul mondo che diventa racconto fotografico, reportage, realtà-testimonianza che si scopre dal 13 aprile all’11 giugno in una mostra retrospettiva da non perdere alla Fondazione Stelline che presenta l’opera di Gian Butturini (Brescia, 1935 – 2006), fotografo sensibile e autentico, sempre sul campo nei conflitti più importanti degli anni ‘70 e ‘80, in Italia e all’estero.

Giusto definirlo un “omaggio” offerto a chi vuol ripercorrere storia e cronaca senza confini dopo la riscoperta internazionale da parte di Martin Parr, che lo ha incluso nella sua mostra londinese Strange and Familiar (2016), unico italiano presente ad affiancare Henry Cartier-Bresson, Paul Strand, Robert Franck e Garry Winogrand. La mostra milanese Gian Butturini. People and Borders ripercorre il suo lungo viaggio fotografico alla ricerca del senso dell’uomo e della sua umanità, ai confini del mondo; un confine geografico, ma anche e soprattutto culturale e mentale, che Butturini sente suo immedesimandosi nella condizione degli “ultimi”.

“La Fondazione Stelline mantiene sempre alta l’attenzione per la grande fotografia internazionale - il presidente PierCarla Delpiano commenta il lancio della retrospettiva, organizzata dalla Fondazione -. Abbiamo deciso di rendere omaggio a questo artista nel momento in cui la nostra città si prepara al Milano Photofestival e poi alla prima edizione di PhotoWeek per rispondere così all’ampia domanda culturale che vede la fotografia in tutte le sue possibili espressioni protagonista del palinsesto cittadino”.

“Appunti fotografici di un uomo della strada che fotografa uomini della strada” sono le parole con cui Butturini apre il suo primo lavoro fotografico, London by (1969) libro cult e ormai introvabile, che descrivono tutta la sua produzione. L’uomo e il senso dell’umanità attraversano tutte le sue immagini, prima che del fotografo. Sguardo fatto di inquadrature magistrali di una purezza e suggestione rara. Fotogrammi a tratti pieni di dolore, polemici, ma anche ironici e sarcastici, sempre soffusi di poesia, toccati dalla grazia di un gesto, dalla dolcezza di un’espressione.

Oltre sessanta le opere in mostra, tra cui diciotto rarissime vintage print firmate dall’autore e mai esposte prima: dalle immagini del progetto London, al conflitto in Irlanda del Nord (1971), fino al viaggio a Cuba con Fidel Castro (1971), al Cile di Allende (1973) e Pinochet (1987), al Portogallo dopo la rivoluzione dei Garofani (1975), al Fronte Polisario nel Sahara occidentale (1982), insieme all’importante capitolo dedicato all’antipsichiatria di Basaglia (1975) e ai movimenti operai con gli scioperi dei metalmeccanici (1973).
Le sue immagini sono come occhi attenti su ciò che, apparentemente minore, rivela l’essenza e le pieghe inedite del reale, con una fede e fiducia incrollabili nelle persone e nell’umanità che ha incontrato attraverso il suo obiettivo.

La sua passione per la fotografia si rivela improvvisa durante un viaggio di lavoro a Londra nel 1969. Butturini viene affascinato dalle dinamiche della ormai decaduta Swinging London, che rivela nei suo scatti come la capitale di un Impero disfatto, un circo Barnum abitato da un’umanità offesa dalla droga ed emarginata dalla povertà. “La mia Londra è vera, è spoglia” scrive Gian Butturini nell’introduzione del libro “London by” dove sembra di ritrovare lo sguardo curioso e tagliente dell’introvabile “Milano, Italia” del 1959 di Mario Carrieri. Anche le immagini, a volte sgranate e contrastate, rivelano le contraddizioni profonde che caratterizzano ogni cambiamento sociale, economico e politico.
Butturini è catturato dall’immediatezza del mezzo fotografico, ma rimane importantissimo il lavoro di postproduzione, rigorosamente manuale, insieme al segno grafico, con cui costruisce quaranta fotolibri, vere e proprie opere d’arte in sé, molti dei quali oggi introvabili.

La mostra è a cura di Alessandra Klimciuk ed è realizzata dalla Fondazione Stelline con la collaborazione dell’Associazione Gian Butturini, il contributo di Heillandi Gallery di Lugano e il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano.

GIAN BUTTURINI. PEOPLE AND BORDERS
13 aprile – 11 giugno 2017
Fondazione Stelline, c.so Magenta 61, Milano
Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Info: fondazione@stelline.it | www.stelline.it

Immagine in alto: "Bambino alla porta socchiusa della baracca dove vive" 1973 Perù, modern print courtesy Associazione Gian Butturini
Immagine in basso: "Miliziano del Fronte Polisario su Land Rover con kalashnikov" 1982 Sahara, modern print courtesy Associazione Gian Butturini