«Periferie deserte per ferie: il sindaco obblighi ai turni»

La proposta: «Serve un’ordinanza, altrimenti perdiamo il 20% dei turisti»

Asfalto, silenzio e saracinesche abbassate. Ovunque. Roba che se uno volesse uscire per comprare il giornale e il pane fresco non saprebbe dove andare nel raggio di qualche chilometro. L’unica salvezza sono i supermercati. Si presenta così la zona 8 di Milano alla vigilia del 15 agosto. Ed è la fotocopia di tutte le altre periferie.
«Il deserto metropolitano, ecco la Milano d’agosto che il sindaco Moratti regala ai cittadini» esplode Massimo Todisco, direttore dell’Osservatorio di Milano, sulla situazione delle aperture estive dei negozi a Milano nella settimana di Ferragosto. «Nel quartiere di Quinto Romano - dichiara Todisco - 8mila abitanti non hanno un panettiere dove andare al mattino, né un giornalaio, e dal 15 agosto non avranno nemmeno una farmacia per le medicine d’emergenza. Queste cose nelle periferie di Torino o Roma non accadono, perché i sindaci hanno emesso delle ordinanze per obbligare gli esercenti a fare i turni in agosto».
Per rimediare alla situazione milanese - in alternativa allo strumento dell’ordinanza del sindaco - l’Osservatorio propone di «coinvolgere i nove Consigli di zona, i quali potrebbero organizzare con i commercianti dei vari quartieri, e in concerto con il Comune, la turnazione delle aperture ad agosto». Certo, l’idea arriva un po’ tardi per essere attuata già da quest’anno. Ma magari se ne potrà parlare per l’estate prossima, per rendere un po’ più facile la vita di chi resterà a Milano nei giorni del «deserto».
«Attualmente - aggiunge Todisco -, se si escludono le isole pedonali di corso Vittorio Emanuele e via Dante, Milano è la città con più chiusure estive d’Europa, e non è un caso se è anche l’unica città italiana a perdere il 15-20 per cento di turisti ad agosto rispetto ai due mesi precedenti, con un mancato introito di 90 milioni di euro».
Le accuse dell’Osservatorio non vanno solo contro la condizione delle periferie, chiuse per ferie, ma anche contro il centro che non ha tenuto quasi nulla aperto e non offre, secondo Todisco, abbastanza opportunità ai turisti. E pensare che Milano, anche a detta della stampa estera, è pure nella top ten delle città europee più vive in estate