Periferie, le Zone chiamano. Le risposte? Silenzio e bugie

Segnalazioni ignorate, burocrazia e pareri disattesi Così il Comune ha alzato un muro isolando i Municipi

Pareri disattesi, segnalazioni ignorate, messaggi senza risposta. Il Comune non mantiene la promessa di occuparsi davvero delle periferie, snobba i Municipi e viene il sospetto che lo faccia anche per il colore politico che hannoo assunto da due anni e mezzo a questa a parte: 5 su 5 sono infatti di centrodestra. Tre proteste simili si sono levate ieri dalle Zone 3 e 9, a proposito di problemi ignorati o sottovalutati: decoro urbano, edilizia scolastica, traffico. Il Comune ha alzato un vero e proprio muro verso le Zone. Lo ripetono in molti ormai nelle giunte municipali. E questo muro non riguarda solo il tema della sicurezza.

In Zona 3 la questione riguarda Area B, la zona a traffico limitato per le auto inquinanti. E riguarda l'inclusione in Area B del quartiere Feltre. A ottobre il Comune ha inviato al Municipio 3 la richiesta di parere sull'inversione di marcia di via Passo Rolle. «Ci siamo chiesti perché - racconta il capogruppo di Fi Marco Cagnolati - poi è venuto fuori che era propedeutica all'attivazione dell'aria B, che avrebbe come confine il quartiere Fetrle e via Passo Rolle come via di fuga da viale Turchia e via Rombon». Maggioranza e opposizione hanno dato parere contrario all'inversione e parere contrario anche all'Area B con quei confini. Dopo un mese sono iniziati ad apparire cartelli da cui si evinceva come il progetto proprio quello temuto». Cagnolati ha scritto un documento o chiedendone le rimozione.

Ma anche la maggioranza ha proposto valutazioni ulteriori: ripensamenti. «In seguito - racconta ancora - è arrivata una lettera di Granelli, che ha detto in pratica: non preoccupatevi. Invece sono stati installati nuovi cartelli e sono partiti lavori per il doppio senso di marcia». Granelli intanto ha chiesto un incontro coi cittadini il 18 febbraio. «I residenti sono preoccupati - spiega Cagnolati - perché si scaricherebbe su quella zona tutto il traffico e il parcheggio selvaggio delle auto di coloro che non vogliono o non possono entrare». «Questi timori non sono campati per aria. Noi abbiamo proposto di usare come via di fuga una rotonda poco distante, ma se l'assessore dovesse andare avanti sarebbe letteralmente una presa in giro. Ci chiedono un parere, lo diamo, lo ignorano, ci rassicurano ma vanno avanti comunque. Mi chiedo che valore abbia la sua parola ma soprattutto a cosa servano i Municipi. Se devono ignorarli così, allora li chiudano se non servono a niente». Ed è un dubbio che ha colto anche l'assessore alla Scuola del Municipio 9, Deborah Giovanati («Milano popolare»), che nonostante tutti gli sforzi non riesce a ottenere dal Comune nemmeno la sostituzione di un archetto dissuasore rotto. E ha penato per un tombino aperto. Ha scritto agli uffici, ricevendo come risposta un sostanziale diniego, dal momento che - giustamente - occorre procedere per via gerarchica. Avendolo fatto, si è vista dare questo suggerimento: si rivolga al servizio di segnalazioni. Quello dei cittadini. Ma allora a che serve la Zona? «È possibile ed è normale che siamo nelle condizioni di non dare alcuna risposta ai cittadini?» chiede Giovanati, che si è rivolta direttamente all'assessore, senza avere risposte di alcun tipo. Eppure gli assessorati comunali hanno uno staff, riflette qualcuno. Quelli di Zona no, fanno tutto da soli, ma in Comune lo hanno. Comunque, la stessa cosa è accaduta sulle barriere architettoniche, o sui negozi sfitti, o su una scuola da pulire. Isolamento totale. «Mi sono chiesta se questo atteggiamento non dipenda dall'orientamento politico dei Municipi, diverso dal Comune. Era una ipotesi, dopo due anni e mezzo sta diventando certezza. Non vedo altre ragioni». Sempre in Zona 9, solleva un problema analogo Enrico Turato, capogruppo di Fratelli d'Italia a proposito di via Chiasserini, per la quale ha chiesto, con una delibera, una nuova viabilità «prima che qualcuno si faccia male». Ma - attacca - «Granelli pensa solo alla nuova gabella Area B e del resto della città se ne frega. Come per le buche delle strade. Non ha mai risolto il problema è non risponde. Nulla di fatto in pratica. Un comportamento sconsiderato, molto maleducato nel rispetto dei cittadini che amministra e soprattutto nel rispetto dei rapporti tra istituzioni». «Le periferie hanno gli stessi diritti dei cittadini che vivono in centro» dice Turato, che parla di una Milano «abbandonata a se stessa» e «presa in giro».