IL PERSONAGGIO

Applausi, abbracci e strette di mano hanno accolto il cardinale Angelo Scola sul sagrato della chiesa di Malgrate, dove è stato battezzato e dove ieri ha iniziato il suo viaggio verso la cattedra di 144° successore di Sant’Ambrogio. «Anche io - ho detto - ho fatto il chierichetto da bambino, la mia mamma mi svegliava presto per andare alla prima Messa del mattino. Ricordo, di questo mio servizio, un episodio particolare. Con i miei amici cercavamo sempre un modo per restare inginocchiati meno tempo possibile; poi, un giorno, durante una visita in parrocchia del cardinale Schuster, lo vidi stare immobile in ginocchio per un’ora. È stato allora che ho capito cosa volesse dire partecipare nella vicinanza all’affetto di Cristo». Con queste parole Scola si è soffermato a parlare a Malgrate.
A porgere il benvenuto è stato, tra gli altri, il parroco del paese lecchese, don Luciano Capra, che da domani lascerà la parrocchia di San Leonardo per trasferirsi in Curia a Milano in quanto è stato scelto dal cardinal Scola come segretario personale.