È perverso tifare la Juve a Milano

Come leggere «Topolino» e tenere per Gastone invece che per Gambadilegno

di Luca FazzoSono d'accordo: piantiamola una buona volta con la retorica della Juve ladrona, col ritornello che noi interisti tiriamo fuori ad ogni piè sospinto, e che spesso è un alibi un po' piagnone per colpe che sono tutte nostre: e poi, anche a voler insistere su questo punto, ciò che andava detto lo disse una volta per tutte Peppino Prisco, e non c'è nulla da aggiungere. E focalizziamoci invece, nelle ore che precedono la partitaccia di stasera (partitaccia, sì: perché nella migliore delle ipotesi sarà una sofferenza, nella peggiore un massacro) sul vero mistero che mi accompagna da quando ho avuto l'età della ragione. Perché ci sono dei milanesi che tifano Juve? Questo è il vero buco nero delle coscienze, l'interrogativo di fronte al quale le onde gravitazionali di Einstein sono un quiz da scuola media.Non si può essere milanesi e tenere alla Juve. Non si può, a ben guardare, tenere alla Juve neanche se sei di Torino, avendo il capoluogo piemontese una squadra ben più scolpita nei cuori e nelle coscienze, la squadra di Gigi Meroni e di Superga, e con la maglia di una bellezza inarrivabile. La Juve invece gioca con una casacca da carcere, e questo è forse il vero motivo per cui tifavano Juve gli operai della Fiat, perché in quelle righe bianche e nere vedevano la trasfigurazione in mito della loro quotidiana condizione di detenuti alla catena di montaggio. Ma se non lavori a Mirafiori, come fai a tifare Juve? È come leggere Topolino e tenere a Gastone (non a Gambadilegno o alla Banda Bassotti, che sono dei gaglioffi ma almeno sono simpatici).Gli unici autorizzati a tifare Juve fuori da Torino sono i romagnoli, sventurati abitanti di una terra calcisticamente depressa: e infatti da Forlì all'Adriatico è un fiorire di Juventus club. Ma perché a Milano? Quale insondabile perversione dell'animo spinge a sventolare il vessillo più odioso d'Italia nella città che fu di Veleno Lorenzi e di Jürgen Klinsmann, di Mariolino Corso e di Javier Zanetti? C'è solo una domanda più difficile di questa: come si possa essere milanesi e tifare Milan. Ma questo è un altro paio di maniche.