Pestaggio in Statale: due arresti

Una violenza bestiale, cieca e soprattutto vile, in 20 contro uno. Colpiscono con calci e pugni, riducono il ragazzo a una maschera di sangue. Poi, credendo di averlo ucciso, lo buttato in strada come un sacco di rifiuti. Infine, all'arrivo dei carabinieri, minacciano i presenti affinché non parlino. La vittima però non è morta, è finita in ospedale e il referto medico fa scattare le indagini. E l'altra notte i carabinieri hanno arrestato i primi due antagonisti, Lorenzo M., 30 anni, e Simone D., 26. Scoprendo anche i motivi di tanto furore omicida: la vittima aveva fatto un disegno su un manifestato comunista alla Statale.
L'aggressione infatti va inquadrata nel clima di violenze atto all'interno dell'Università da parte di un gruppo di militanti di vari Centro sociali: «Panetteria», «Cantiere», ex «Bottiglieria». Sono meno di 100 rispetto ai 60 mila iscritti, ma spadroneggiano. Un anno e mezzo fa occupano i locali della ex Cuem, libreria universitaria fallita. Vi trasferiscono letti e masserizie trasformandola in mensa e dormitorio. Il 14 febbraio organizzano una festa, l'Ateneo è aperto, la gente entra ed esce a piacimento. Tra loro anche F. C., 28 anni, studente di Brera fuori sede, senza particolari orientamenti politici.
Verso l'1.30 gironzolando per i corridoi, ha la malaugurata idea di fare un disegno sopra un manifesto comunista. Viene subito circondato dai compagni, partono gli insulti, gli spintoni e poi il pestaggio brutale. Quando i «compagni» finiscono il loro «lavoretto» si accorgono che il giovane respira a fatica, lo prendono di peso e lo sbattono in strada. Dopo un po' arrivano i carabinieri ma nessuno ha coraggio di parlare, gli squadristi infatti hanno provveduto a minacciare i presenti. Lo stesso F. C. in qualche modo se n'e andato con un amico che le ha prese anche lui ma non in maniera così selvaggia. I militari identificano una po' di giovani poi chiudono l'intervento.
A casa F. C. tenta di curarsi da solo con impacchi di giaccio. Resiste fino al 27 quando, sgonfiandosi gli ematomi, si rende conto di avere la faccia sfigurata e corre al San Paolo dove viene sottoposto a esami e accertamenti. Il 15 marzo inizia l'intervento per di ridurre la frattura alla fronte, rimettere in asse l'orbita oculare sinistra. Sette ore di operazione durante le quali gli vengono applicate 14 viti. Sicuramente rimarrà sfigurato, probabili i danni cerebrali.
Solo allora partono le indagini, affidate la nucleo investigativo dei carabinieri. Vengono risentite le persone identificate, tra loro anche Lorenzo e Simone. Qualcuno li indica insieme ad altri 20 come autori del pestaggio e l'altra notte scattano i fermi. Si tratta di personaggi ultra noti, facenti parte della «Panetteria», con una sfilza di reati da piazza lunga un chilometro. Lorenzo in particolare è stato arrestato a gennaio 2012 per le violenze contro la linea ad alta velocità in Val Susa, Simone perché dopo una lite in discoteca si era scagliato contro i carabinieri intervenuti per placare gli animi. I magistrati vista la loro «incapacità di controllarsi» decidono di non concedere i domiciliari. Le indagini però continuano per identificare gli altri squadristi. Presto potrebbero scattare nuovamente le manette.