Pettinaroli, una storia di carta lunga 240 anni

Il negozio di corso Venezia esiste dal 1776. E sfida le boutique del centro

Paola FucilieriGabriella, Lorenza e Eugenio hanno dedicato la loro vita al dettaglio che fa la differenza, alla cura del particolare, al prodotto di nicchia. Le prime due sono rispettivamente madre e figlia; lui è un cugino di secondo grado e di cognome fanno Pettinaroli. I loro capifamiglia, i loro avi, hanno lavorato insieme nel centro di Milano dal 1776. Perché la ditta «Raimondi di Pettinaroli» di corso Venezia 43 fosse ancora lì, nel cuore della città, pertugio di raffinatezza tra moderne boutique alla moda e palazzi di rappresentanza, ma con il valore aggiunto di 240 anni di storia gloriosa alle spalle e sempre (elemento decisamente non secondario di questi tempi) un futuro all'orizzonte. Una storia di carta, ma non per questo esile, fragile, caduca. Fatta di semplici ma sontuose partecipazioni, stampe antiche e ristampe, carta da lettere, biglietti da visita, biglietti di auguri, calendari per tutte le occasioni, quaderni, agende, cornici di pelle. Per tutte le tasche, per tutte le esigenze e le personalizzazioni. Un luogo dove ogni esigenza del cliente viene accolta, analizzata e calibrata come una pietra preziosa. E proprio come una gioiello, restituita a chi l'ha formulata, come una creazione unica.Nel negozio - che spedisce ordini anche negli Stati Uniti e si serve di rilegatori d'eccezione e introvabili incisori - scopriamo che la «carta Raimondi» è il loro fiore all'occhiello ed è molto imitata. «È fatta con un impasto segreto pensato da mio nonno dosando varie tonalità di colore - spiega Lorenza -. I clienti ci scrivono anche dall'estero per rifare i loro biglietti da visita o le partecipazioni. La carta viene fabbricata in granature differenti, dai 75 fino ai 500 grammi. Il modello base viene costruito su dei cartoncini lisci a cui poi possiamo aggiungere le lavorazioni con battuta, con doppio filetto a secco, con smalto in rilievo».Come tutti i mondi della precisione più squisita, la ditta «Raimondi di Pettinaroli» si avvale di collaboratori minuziosi. «Le incisioni vengono fatte a bulino nel nostro laboratorio - racconta Eugenio -. Si tratta di un piccolo attrezzo cuneiforme per incidere l'acciaio o l'ottone a mano». E mostra alcune delle incisioni create per i loro clienti. «Ne abbiamo oltre 22mila» precisa fiera Gabriella. Così come innumerevoli sono gli album che contengono i modelli di partecipazioni e biglietti di auguri, con simboli in rilievo per il Natale (un anno tra vischio, candele, albero di Natale ne hanno ideati 180 modelli differenti) o anche con un semplice filetto colorato. «C'è chi entra e ne prende anche uno solo - racconta Lorenza -. E torna Natale dopo Natale». Sempre tutto in carta Pettinaroli, s'intende. Ma costerà un capitale, chiediamo. «Macché!- ci rispondono sorridendo, confidandoci come molti clienti si stupiscano che i loro prezzi siano inferiori spesso a quelli di una comune cartoleria -. Il modello base, stampato, con lo smalto in rilievo, il cartoncino con l'angolo arrotondato dal peso di 500 grammi e la busta, costa due euro. C'è chi sceglie soggetti che abbiamo già, altrimenti li stampiamo appositamente: palazzi di pregio, banche, tenute, stemmi e altro vengono prima disegnati a mano e poi incisi su acciaio. C'è la possibilità di personalizzare tutto anche le cornici per la vasta gamma di stampe del '700 e dell'800, acquarellate a mano o in bianco e nero. Le ristampe? Possono costare dai 5 ai 40 euro senza cornice. Abbiamo acqueforti stampate con il rame (45 euro senza cornice) e stampe tedesche che riportano sul retro una sorta di expertise, con il nome dell'incisore e l'epoca. Vendiamo persino cestini buttacarte con stampe su richiesta! Ma, a proposito di stampe, quelle sulla Vecchia Milano, di nostra tiratura, che montiamo sulla radica, si trovano solo qui».Da «Raimondi di Pettinaroli» si servono tutti perché tutti li apprezzano. Quindi se Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo hanno fatto le loro partecipazioni di nozze qui - come i Savoia, i reali del Belgio, gli Agnelli, i Marzotto, i Berlusconi - tra i loro clienti di fiducia c'è anche tanta gente comune. «Perché chi entra qui - conclude Lorenza - percepisce che il nostro negozio è unico e che tutto viene curato dall'inizio alla fine: questo non può che colpire il cliente».