Più contratti a tempo pieno ma calano i posti di lavoro

E' vero che il 2015 apre uno spiraglio di speranza. I dati diffusi dalla Cisl regionale sono ottimisti: +113% di assunzioni a tempo indeterminato, pari a 21.636 unità nei primi due mesi dell'anno. Eppure, a fronte di questo incremento, sono in calo i nuovi posti di lavoro: -3%, per un corrispettivo di 67.543 unità. Il messaggio per i giovani continua a essere di cauto ottimismo, perché queste cifre non permettono «di sedersi sugli allori - dice il segretario generale della Cisl Osvaldo Domaneschi - ma richiedono di sfruttare la situazione per fare meglio e di più».

Si nota infatti «un conseguente calo dei contratti a progetto (-33,5%) e dell'apprendistato (-29,4%), con uno spostamento delle tipologie di assunzioni, fatto quando ancora non era in vigore il nuovo contratto a tutele crescenti».

Secondo il sindacalista «il Jobs act è un'occasione per tornare a richiedere assunzioni e nuove tutele nel mercato del lavoro», ma c'è ancora molto da fare perché «di fatto non aumentano i posti di lavoro. Su questo possiamo e dobbiamo fare molta strada». Dopo anni anni che si parlava di mobilità, ritorna il mito del posto fisso, quel tipo d'impiego protetto che piace alle famiglie italiane, sempre preoccupate quando hanno un adolescente in casa da poco diplomato in cerca di una sistemazione. Elasticità e creatività sono le due carte che ripagano contro la disoccupazione: i giovani devono avere la forza di guardare oltre la porta di casa e la fantasia di cambiare strada anche rispetto al corso degli studi effettuati.