«Più distretti e servizi per salvare le vetrine»

L'assessore regionale spiega la sua ricetta «Unirsi e offrire dogsitting e babysitter»

L'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli ha lanciato una propria proposta per affrontare il cambiamento epocale che vive il commercio.

Cosa avete deciso al convegno assessore?

«Lanceremo una cabina di regia regionale per tutto il settore del commercio. Un tavolo che sarà aperto ovviamente anche ad altri assessori e in particolare a chi, all'interno della Giunta si occupa di problemi sociali come l'assessore Stefano Bolognini con cui sto già lavorando».

Da dove si può partire per rilanciare il commercio?

«È giusto proporre all'interno dei centri urbani, i distretti del commercio che vanno assolutamente rilanciati anche nella formula organizzativa. Sono fermamente convinto che dobbiamo creare degli spazi dove il commercio non sia l'unica forma di segmento proposto: occorre creare una sinergia fra turismo, cultura e servizi in modo che questi tre settori facciano da polo di aggregazione, da contenitore e portino così al cittadino anche un messaggio emozionale».

Ma oggi assistiamo al boom dell'e-commerce, come possono resistere i negozi a questa forma di concorrenza?

«Non posso credere, al di là del giudizio etico, che acquistare in un centro commerciale, comprare attraverso l'e-commerce possa avere un appeal superiore rispetto all'aggregazione della piazza. Dobbiamo chiederci dunque se prima di una riforma prettamente commerciale, non sia necessario andare verso un modello sociale che però non può sfuggire alla grande trasformazione che c'è stata in tutto il settore e non solo».

Dove si possono trovare le risorse per rilanciare il commercio tradizionale?

«Senza dubbio dalle grandi realtà del web che oggi hanno ampi, e legittimi, guadagni: in una fase storica come questa è giusto che anche chi ha di più contribuisca a vantaggio di chi ha di meno o soffre le conseguenze di cambi radicali. Allo stesso tempo serve creare un'appetibilità dei servizi proprio all'interno dei distretti urbani del commercio utilizzando quelle risorse comuni che si possono recuperare da segmenti che sono destinati a morire. Risorse per parcheggi gratis, per servizi dedicati ai figli mentre si fa la spesa e, perché no, per dogsitter che si occupino dei nostri animali domestici. Non dobbiamo infatti dimenticare che i centri commerciali andranno verso un'aggregazione che sarà sempre più sociale rispetto a quella commerciale».

MBon