«Più guardie giurate in metrò e cani per fiutare l’esplosivo»

«Non si può nasconderlo, Milano è una delle città più a rischio. Un bersaglio che può finire nel mirino di questo sciagurato fenomeno che è il terrorismo internazionale. E in questi giorni è arrivata anche la conferma del ministro Giuseppe Pisanu». Non si nasconde Guido Manca, assessore alla Sicurezza del Comune.
Assessore, ma allora non c’è proprio da star tranquilli?
«Purtroppo oggi di città assolutamente tranquille al mondo non ce n’è più».
Non è una bella prospettiva.
«I milanesi, però, possono star certi che tutte le misure di prevenzione sono state adottate. Forze dell’ordine, polizia locale, tutti gli organismi interessati sono in stato di allerta».
I milanesi cosa devono fare?
«Continuare così, senza nessuna concessione alla paura. Finora non hanno assolutamente mutato abitudini e stili di vita. Il miglior comportamento, responsabile e coraggioso».
Altro?
«Ovviamente collaborare segnalando ogni anomalia. Meglio una segnalazione a vuoto in più che la possibilità di lasciarsi sfuggire un malintenzionato».
A settembre li aspettano anche le esercitazioni.
«Un modo per prepararci, e speriamo ovviamente che non ce ne sia bisogno, a fronteggiare un eventuale attacco».
Un bell’impegno per tutti.
«Non sappiamo ancora come si svolgeranno nei dettagli. Prenderemo ad esempio città che hanno già sperimentato».
Per ora Milano è la città più videosorvegliata d’Italia.
«Quasi seicento le telecamere quelle piazzate dalla polizia municipale sui punti più critici come il Duomo, San Babila, parchi, piazze, stadio, acquedotti, quartieri popolari».
La stazione?
«Sessantuno, più la sperimentazione biometrica, le telecamere che possono riconoscere un ricercato».
Avete chiesto anche ad Atm un rafforzamento.
«Loro ne hanno 1.500. Ma qualcuna andrebbe sostituita e qualcuna aggiunta. Settantaquattro stazioni da controllare sono un bell’impegno».
Altro?
«Vogliamo convertire i nostri cani al servizio antiesplosivo, potenziare il servizio delle guardie giurate in metropolitana e studiare un modo per sorvegliare meglio le entrate».
Quale?
«Magari dividendo gli ingressi, separando così chi entra da chi esce».