Più ricchi ma sempre meno sicuri

Prima per benessere (ancora) ma terzultima nella sicurezza (ancora). L'assessore Pierfrancesco Maran esulta perché per la prima volta Milano è decima nell'annuale classifica del Sole 24 Ore che misura la qualità della vita nelle 107 province italiane attraverso 36 indicatori, divisi in sei macro aree. E fa bene. Perché rispetto allo scorso anno Milano è salita di sette posizioni, ha superato Roma (che pur migliora di un paio di posti), ha migliorato in settori come gli affari e il lavoro e nella crescita demografica (grazie soprattutto all'immigrazione). Ma ha perso due posizioni proprio nella pagella su «efficienza dei servizi e ambiente». Perde anche nel settore «Tempo libero», (poche librerie ad esempio). E soprattutto mantiene il suo primato all'incontrario risultando tra le tre province più colpite dalla criminalità. Malavita che si scatena soprattutto nella strade, tra scippi, borseggi e rapine. Milano risulta al 104º posto, peggio solo Rimini, Bologna e Torino con un indice di 875 aggressioni ogni 100mila abitanti. L'ordine pubblico penalizza Milano che si ritrova anche 95ª nei furti in casa (con un valore di 574 ogni 100mila abitanti). Vero è che Milano è una metropoli e in testa alla classifica ci sono città come Oristano, Sondio e Belluno. Ma proprio negli appartamenti svaligiati Napoli (che ha conquistato il primato peggiore nella classifica generale), è invece quarta e Roma distanzia di 40 posizioni la metropoli meneghina che si ritrova al 101º posto anche per quanto riguarda i furti di auto. Nelle frodi la maglia nera è di Napoli, all'ultimo posto, ma Milano non è messa molto meglio, visto che occupa l'86° posizione. «Dal rapporto emerge una Milano dal volto inquietante ad alto tasso di criminalità - commenta il consigliere Riccardo De Corato - È un problema che compromette l'immagine internazionale quale città attrattiva per il turismo e per gli investimenti anche in vista di Expo. I dati non possono venire trascurati». De Corato ricorda che l'attuale amministrazione ha cancellato provvedimenti come ad esempio «i militari nelle strade, gli straordinari delle forze di polizia, gli antifurti nei negozi, la videosorveglianza sui taxi. Visto che secondo Pisapia a Milano non c'era un problema di sicurezza...». Riguardo alle altre aree, l'ago del benessere punta ancora su Milano in testa con 37mila euro di Pil pro capite, con pensionati che hanno un assegno medio mensile di un milione di euro ma con le case più care, insieme a Roma e Firenze. Milano che migliora nel settore affari e lavoro anche se registra un grasso e doloroso «neo», quello dei fallimenti: sono 25 ogni mille imprese (e infatti in questa classifica è al 91º posto). La pagella ecologica di Legmabiente piazza Milano oltre la metà classifica al 61º posto, mentre registra una buona disponibilità di asili.