«Più sicurezza con la lotta alla merce falsa»

La paura dei cittadini aumenta con la diffusione di prodotti contraffatti

Una bassa percezione della sicurezza da parte dei cittadini, anche a causa della diffusione di reati urbani come il traffico di merce contraffatta. È l'allarme di Indicam, associazione che si occupa di lotta alla contraffazione e contrasto degli illeciti e che conta oltre 140 imprese associate che rappresentano il 2,5 per cento del Pil nazionale.

Con un volume di merci false circolanti in Europa indicato dall'Ocse nel 5 per cento occorre trovare soluzioni adeguate, per garantire industrie, futuro e cittadini. Di questo si è parlato ieri al Forum di Indicam. I reati legati alla violazione della proprietà intellettuale sono ancora oggi valutati come minori, spesso trascurati nel dibattito legislativo e politico e di contrasto. Mancano tuttora azioni efficaci. A patirne sicuramente le imprese, ma anche i cittadini, che percepiscono una situazione reale di sicurezza spesso inferiore per via del moltiplicarsi di reati urbani, appunto come la vendita e il traffico di prodotti falsi e di contrabbando. Ne hanno discusso al Forum gli amministratori di città che dimostrano di voler invertire le tendenze e attuare politiche di contrasto efficaci. Presenti il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e gli assessori alla Legalità di Napoli, Alessandra Clemente, e di Milano, Carmela Rozza. Ma anche chi, come l'Università di Trento, ha studiato un sistema innovativo di mappatura del rischio criminale, grazie a una piattaforma tecnologica per la gestione della sicurezza urbana.

«In un'epoca in cui si parla di contraffazione e traffici illeciti con riferimento a macroambiti di crimine ha dichiarato Mario Peserico, presidente di Indicam abbiamo voluto porre particolare accento sul fatto che spesso la città è il primo scenario in cui questi reati hanno luogo. Gli amministratori che abbiamo invitato rappresentano un esempio di donne e uomini impegnati a garantire ai cittadini un ambiente più sicuro, anche passando dal necessario contrasto a questi crimini urbani che intaccano la sensazione di sicurezza, oltre che danneggiare irrimediabilmente la capacità distintiva delle imprese che possono concepire il futuro sempre più solo attraverso investimenti in proprietà intellettuale». Nelle tre città si coordinano ogni giorno attività di informazione, di investigazione, di intervento che vanno a coprire le nuove e molteplici forme di produzione, traffico e smercio di prodotti illeciti. Nella tavola rotonda «Visuali dalle città: legalità e sicurezza» ne hanno discusso il sindaco veronese e gli assessori alla Sicurezza. Il panel di amministratori ha visto l'intervento di un criminologo, Andrea Di Nicola, il cui gruppo di ricerca nell'Università di Trento ha sviluppato un sistema innovativo di mappatura del rischio criminale con la capacità predittiva del fenomeno criminoso. Tosi ha ribadito l'impegno degli amministratori cittadini: «Per i sindaci i temi della legalità e della sicurezza dei cittadini sono in cima alla lista delle priorità almeno da una decina d'anni, ma resta la necessità di una riforma del nostro Codice penale, non solo per rendere più rapidi i processi, ma anche per dare la certezza della pena per chi delinque». E Rozza: «La polizia locale in questi anni si è molto impegnata nella lotta alla contraffazione e i numeri dei sequestri effettuati (oltre duemila da gennaio ad agosto per un totale di 743mila pezzi) lo dimostrano. Acquistare prodotti falsi significa alimentare il lavoro sommerso e lo sfruttamento, anche minorile». Non solo: «È importante che i cittadini siano correttamente informati. Anche grazie alla loro scelte e al loro rifiuto di acquistare merce contraffatta sarà possibile limitare il commercio illegale». RC