Più violenza nelle case anche contro i bambini

Kustermann: «Il 90 per cento dei processi finisce con la condanna dell'imputato»

Elena GaiardoniDonne: uscite dalla casa delle percosse e fate entrare gli uomini nelle case circondariali. Potrebbe essere questo il motto per l'8 marzo 2016, lanciato da Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso violenza sessuale e domestica (SVSeD) del Policlinico. Dal 2012 il numero di signore che ha subito violenza domestica è aumentato, da 277 nel 2012 a 417 del 2015, mentre le vittime di violenza domestica con figli minori registrano un incremento del 61% (da 179 a 297). In crescita anche il numero dei figli minorenni coinvolti negli episodi, da 313 a 445. C'è un 4% di uomini che denuncia molestie e sono soprattutto signori anziani con le badanti. In diminuzione i casi di femminicidio, da 179 nel 2013 a 152 del 2014.«La ragione dell'incremento del malcostume è la crisi - ha specificato Alessandra Kustermann alla Mangiagalli-. Invito le donne a presentarsi da noi per denunciare le aggressioni. I dati dei processi sono confortanti. Su 191, 161 si sono risolti con una condanna dell'imputato, cioè un 90%. Giustizia può essere fatta». Quando viene denunciato, per stalking ad esempio, l'uomo smette. Tra i processi ce ne sono stati 5 per stalking, 26 per violenze sui minori, 72 per lesioni su donne, 62 per violenze, 2 per tentato omicidio. Le assoluzioni sono state solo 4 e 19 le archiviazioni. Presenti all'incontro Simona Giroldi, direttrice generale del Policlinico, il procuratore della Repubblica Pietro Forno e il colonnello Giuseppe La Gala, comandante Provinciale dei carabinieri di Milano e Monza. «Eliminare questa piaga sociale è impossibile - ha commentato Simona Giroldi -. Le donne hanno abbastanza coraggio per porre fine martirio». Non si registrano percentuali differenti tra italiani e stranieri. Il dato positivo è la diminuzione delle violenze di gruppo, ottima spia se si pensa che c'è stata Expo, manifestazione popolosa che non ha influito grazie all'avanzata civiltà di una Milano «che presenta dati di condanne processuali che non si registrano in altre parti del Paese. Su 1670 denunce di reato di maltrattamento dal giugno 2014 al giugno 2015, ci sono state 340 richieste di rinvio a giudizio e azione penale» ha detto Forno. Il colonnello Giuseppe La Gala era accompagnato dal maresciallo Vitale che ieri mattina ha arrestato un uomo di 46 anni per minacce all'ex moglie. «Quando sono arrivato qui - ha detto La Gala - tutte le voci dei capitoli criminali del 2015 erano in diminuzione, a parte una, quella delle violenze sessuali, che segnava +3,45%. Ho creduto che, se vogliamo che nel 2016 questo dato diminuisca o si cancelli, si dovesse procedere a una collaborazione interistituzionale. Per questo ho favorito i corsi di formazione che con la dottoressa Alessandra Kustermann abbiamo messo in atto presso i carabinieri. Nel Dna dell'Arma c'è la protezione dei buoni e la condanna dei rei». Sul rapporto Kustermann è intervenuto anche l'assessore regionale al Reddito di autonomia, Giulio Gallera, sottolineando come «l'azione regionale, coinvolta nel lavoro del Soccorso violenza sessuale e domestica, stia dando dei bei frutti. Abbiamo creato un piano quadriennale e ha attivato una specifica politica di squadra con tutte le istituzioni». Il 7 marzo all'Unicredit Pavillon alle 19,30 ci sarà una serata benefica a favore dell'associazione SVS Donna Aiuta donna onlus.