Piano in festa: McCoy Tyner all'Orto Botanico

Stasera recital dell'unico superstite della band di John Coltrane, pensando a Geri Allen

Antonio Lodetti

John Coltrane, Jimmy Garrison, Elvin Jones e al pianoforte McCoy Tyner. Un quartetto da sogno che ha segnato la storia del jazz con dischi come My Favorite Things. Di quel gruppo di fenomeni se ne sono andati tutti, tutti tranne Tyner, che a ... anni continua a frequentare le strade dell'improvvisazione e della ricerca e continua a girare il mondo. Stasera alle 21.30 sarà all'Orto Botanico di Città Studi con lo show intitolato Echoes With the Friend, dal suo splendido disco solista del 1974 che celebrava proprio l'amico Coltrane. Sarà un concerto per più pianoforti; una festa su cui grava l'ombra della scomparsa improvvisa della pianista Geri Allen, che avrebbe dovuto far parte del progetto e in autunno partire in tournée con Enrico Rava. Comunque «the show must go on», e con il lutto nel cuore Tyner si esibisce affiancato da Craig Taborn e Antonio Faraò (le altre due tastiere), Gerald Cannon al contrabbasso e Francisco Mela alla batteria. Ci saranno duetti, scambi artistici inediti e alla fine Tyner si esibirà in trio con la sezione ritmica e da solo. «Tyner suona il pianoforte come un leone ruggente», diceva il critico Bill Cole, ed è ancora una delle definizioni che meglio descrive il suo stile e il suo suono unico, dominato dal contrasto sulla tastiera tra i fraseggi ritmici e le rapide fantasie melodiche della mano destra e i coloriti blocchi di accordi della sinistra. «Il segreto è diventare tutt'uno con lo strumento», sostiene Tyner, che dopo aver partecipato ad altri album seminali di Coltrane come Live at the Village Vanguard e Love Supreme prende la sua strada e - in tutti questi anni - va a tracimare in tutti gli stili e le tendenze musicali. Maestro del post bop, ha inciso dischi importanti come The Real McCoy, dove ricompare Elvin Jones con altre star come Joe Henderson e Ron Carter (anche lui ancora in attività e visto recentemente in ottima forma al Blue Note) e raccoglie i frutti del successo nel 1972 con un album come Sahara, lavoro che anticipa la world music e che la critica premia come disco dell'anno. Tyner ha lavorato con tutti, dal vate Sonny Rollins a Michael Brecker passando per Eric Dolphy. Ha percorso - criticatissimo - anche le strade della fusion e del jazz rock ed è stato anche al fianco di Ike e Tina Turner senza mai perdere la via maestra che ancora oggi contraddistingue il suo stile e la sua vitalità artistica e umana.