IL PIANO L'area decontaminata sarà pronta per i nuovi lavori entro fine anno

Le bonifiche sulle ex aree Falck proseguono a pieno ritmo ed entro fine anno dovrebbero essere pronti i terreni per la Città della Salute, il grande progetto che prevede la nascita di un polo ospedaliero a Sesto San Giovanni che riunirà Besta e Istituto dei tumori.

La pulizia è a carico di Ambienthesis, la società riconducibile alla famiglia Grossi già coinvolta nello scandalo Montecity-Santa Giulia: l'incarico è di trattare e smaltire 340mila metri cubi di terreni contaminati da metalli pesanti e idrocarburi lasciati dai precedenti proprietari dell'area. E questo appalto riguarda soltanto una parte del maxi progetto della riqualificazione dell'ex zona industriale da 1,4 milioni di metri quadrati che quando sarà completato offrirà, tra il resto, una superficie di aree verdi grande quasi il doppio del Parco Sempione. «I lavori per adesso interessano circa 180mila metri quadri che sono quelli che occuperà la Città della Salute e della Ricerca – spiega Alessandro Parolini, ingegnere della Bizzi e Partners l'immobiliare subentrata a Zunino –. Le attività di accantieramento sono iniziate lo scorso anno e l'avvio dei lavori è del 2 febbraio perché prima abbiamo realizzato il sistema di controllo della acque di falda per iniziare gli scavi come prescritto dalla legge». E si tratta di un grosso investimento per l'azienda: «Solo per il macchinario che lava i materiali estratti – spiega Alberto Azario, presidente di Ambienthesis – abbiamo speso sei milioni di euro, spero che sia solo uno dei segni dell'impegno e della serietà che stiamo mettendo in quest'opera». L'idea alla base dell'intervento, che nel complesso per l'Ambienthesis è di una ventina di milioni di euro, è infatti di estrarre la terra, con gli scarti industriali annessi, triturarla, l'operazione si chiama vagliatura, e poi lavarla per purificarla, questo è il soil washing, e quindi riutilizzarlo. In questo modo si eliminano buona parte dei movimenti terra con significativi vantaggi sia ambientali, ad esempio si riduce il movimento dei camion, sia economici. Le scorie avanzate, invece, vengono smaltite in diverse discariche, «perlopiù nel bergamasco», precisa Parolini. E la sicurezza dei materiali usati è stata al centro dei lavori: anche l'acqua utilizzata dal cantiere è controllata da cinque pozzi posti a presidio della falda, anche perché negli strati superficiali è molto inquinata. Anche se, secondo i tecnici intervenuti sul posto, zone di Milano come Gorla sono messe anche peggio di Sesto quanto a contaminazione: per questo le attività di contenimento e prevenzione sono appena state allargate dal Ministero ai comuni circostanti. Anche la gestione della sicurezza affidata alla United Risk Management di Carlo Mastrangelo, figlio del comandante della Polizia locale di Milano, è molto curata secondo l'assessore sestese all'Ambiente Elena Iannizzi: ogni camion viene localizzato con il gps sia fuori sia dentro il cantiere dalla centrale operativa della società. Di ogni carico viene registrato ogni dettaglio, comprese tutte le persone che in qualche modo lo toccano, proprio per evitare problemi di qualunque genere. E anche ogni lotto, ciascuno è di mille metri cubi, ha la sua «carta d'identità». Come hanno detto i responsabili delle varie proprietà: “Se non hai nulla da nascondere, apri le porte senza difficoltà”.