Il piano salva-Idroscalo? Un centro per le Olimpiadi

Appello del Coni alle istituzioni perché affidino l'area alle Federazioni pensando alla candidatura del 2024

La grande paura non è passata: l'Idroscalo ha cambiato gestione e dalla scomparsa della Provincia è dal primo gennaio in carico alla Città Metropolitana cui toccherà amministrare il presente e, soprattutto, gestire il futuro su quello che ormai tutti conoscono come il «mare dei milanesi». Un'oasi di verde e di sport di 1,6 milioni di metri quadrati, un autentico palcoscenico mondiale per gli sport d'acqua, con il bacino artificiale individuato come seconda piattaforma strategica per ospitare gli eventi Expo.

Ma ora su questa eccellenza si addensano nubi nere e proprio lo sport trema perché nessun segnale arriva dai politici dell'Area Metropolitana. Il grido di dolore lanciato dall'ex assessore allo Sport del Comune Alan Rizzi, sembra essere caduto nel vuoto. «L'Idroscalo venga dato in gestione al Coni e alle sue Federazioni, con strumenti e risorse necessarie per gestirlo», il suggerimento di Rizzi ben accolto dall'assessore regionale Antonio Rossi (grande canoista) che già qualche tempo fa aveva espresso preoccupazione sul futuro dell'area.

Preoccupazioni che non smorza neppure il presidente Coni Lombardia Pier Luigi Marzorati, che però rilancia: «Proponiamo la nascita di un coordinamento, sotto la supervisione della Regione Lombardia con la consulenza del Coni, che assegni la gestione delle singole aree sportive alle Federazioni già presenti e anche ad altre che credono nel progetto Idroscalo. Qui ci giochiamo il futuro, perché l'Idroscalo è strategico e se non lo manteniamo al top non potremo mai avere la Lombardia protagonista in prospettiva delle Olimpiadi delocalizzate di Roma 2024».

«Il fatto è che il Coni non ha la disponibilità economica per gestirlo e neppure le strutture umane - continua Marzorati -, ecco perché lascerei spazio a Federazioni come quelle del canottaggio e della canoa che, in sintonia con noi, possano creare strutture permanenti».

Già ora nell'area Idroscalo operano canoa, canottaggio, vela, sci nautico, nuoto pinnato e in particolare le prime due hanno creato un consorzio con il Csi e due società, rispondendo al bando per la gestione dell'area sportiva. Risultato? Il silenzio. E allora ecco farsi avanti la pazza idea di creare Centri federali delle varie federazioni, con uffici, foresteria e spazi per gare e allenamenti. «Eccome se ci interessa, l'Idroscalo è un fiore all'occhiello - afferma l'oro olimpico di Los Angeles e Seul, il “fratellone d'Italia” Giuseppe Abbagnale ora presidente della Federcanottaggio -. Già esiste un presidio per gli atleti paralimpici, ma vorremmo davvero creare un Centro federale, in sintonia con la canoa, per rendere l'Idroscalo vivibile 12 mesi su 12. Purtroppo sono gli elevati costi a frenarci».

In perfetta sintonia anche Luciano Buonfiglio, presidente nazionale della canoa che in agosto ospiterà i mondiali (ci saranno anche quelli dello sci nautico): «Il futuro è qui, occorre una foresteria e che lo Stato ci dia una mano per le spese e col coordinamento del Coni potremo davvero creare una struttura esemplare perchè non esiste in campo mondiale un altro specchio d'acqua come l'Idroscalo».

«E non solo Idroscalo, lotterò perchè Milano abbia un impianto coperto utilizzabile come velodromo e pista indoor e una nuova pista all'aperto da 10mila posti», rincara la dose Marzorati.