Piatti «cult» da Parigi a Milano

In questi giorni la Francia «gastronomica» pare particolarmente di moda in città, dopo l'acquisto della storica pasticceria Cova da parte del gruppo Louis Vuitton. Meno colonialistica e più ludica l'iniziativa che apre martedì per tre sere consecutive e che porta il nome di Le Grand Fooding. Il festival di gourmet, che sbarca in città per la quarta estate consecutiva, vedrà esibirsi sei top chef internazionali nel cortile del Plastic (via Gargano 15). Il festival, che ha un format diverso e più «trendy» rispetto ad analoghe kermesse che si svolgono annualmente a Milano, ha l'obbiettivo di mettere in evidenza mode e tendenze del cibo nella società contemporanea. Lo scorso anno il tema era quello dello street-food, il cibo di strada, che aveva visto interessanti interpretazioni da parte di nuovi chef italiani e non. E non a caso, il pubblico era rappresentato essenzialmente da giovani e giovanissimi. Quest'anno, invece, il tema è quello del piatto «cult», inteso come specialità consolidatasi negli ultimi anni a livello internazionale, ma anche come la creazione più celebre dei singoli chef. I cuochi, scelti nel panorama globale, proporranno i propri piatti cult preparati all'interno di appositi «food truck» parcheggiati nel cortile (sperando che non piova). Ecco chi saranno i protagonisti di questa edizione sponsorizzata da S. Pellegrino e Acqua Panna e che, da Parigi a Milano, è sbarcata anche a New York e Los Angeles.
La prima è Kristin Frederick de «Le Camion qui Fume», chef di Los Angeles trapiantata a Parigi, nota in Europa per i suoi hamburger itineranti. Il secondo è Paolo Parisi, agricoltore-cuoco militante, famoso per nutrire le sue galline livornesi solo con pregiatissimo latte di capra per ottenere le migliori uova del mondo, e che proporrà un'originale carbonara. E ancora, Mohamed Ourad, chef franco-algerino del ristorante Momo a Londra, nella zona di Soho, nel quale da più di 10 anni è gettonatissimo per il suo «Couscous Momo». Tra i francesi c'è Bernard Chesneau, chef che gira la Danimarca con il suo food truck che porterà a Milano cucinando il «flaeskesteg», piatto a base di maiale arrosto e insalata di cavolo rosso. E poi Jean-François Ferrié, ottimo chef che dopo aver militato con onore tra Barcellona e Parigi ha deciso di ritirarsi a Laiguiole, sua città d'origine. Ferriè cucinerà il suo celebre «Aligot à l'ancienne», un vero cult della cucina francese. Tra gli autoctoni, invece, faranno parte del cast Fabio Pisani e Alessandro Negrini, chef del ristorante «Il luogo di Aimo e Nadia», che proporranno una ricetta fatta di incontri: «fragole, pomodori Cuori di Bue di Albenga, pop corn di pasta, arance, limoni e menta fresca». Un mix di gusti ed ingredienti sorprendenti: Limoni di Sicilia e Menta Piperita del Piemonte, Arance e Fichi d'India di Sicilia. Come dessert per questo cult-menù, ecco «Le Grand Nespresso Final Cult», una reinterpretazione di un dessert cult italiano preparata in collaborazione con Nespresso da Franco Aliberti, giovane prodigio della pasticceria italiana che ha da poco lasciato la cucina di Massimo Bottura e a breve aprirà una sua attività, attesa da tutti come una delle novità più importanti del 2013.
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