In piazza per la pace con la comunità ebraica

Una manifestazione per la pace in Israele, organizzata dalla comunità ebraica questa sera alle 19 in piazza San Carlo. «Noi manifestiamo per la pace in Israele, per il diritto ad esistere e a vivere in serenità con i nostri amici, che sono l'Autorità palestinese e non Hamas. È fuori dubbio che l'80 per cento dei palestinesi vuole la pace. Ma la verità è che Israele sta reagendo per difendere il proprio popolo da Hamas. E il mondo se n'è lavato le mani» dice Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano.

In piazza sarà presente anche il direttore del Giornale , Alessandro Sallusti. L'attesa della comunità ebraica è che «tanti milanesi e rappresentanti delle istituzioni si uniscano alla nostra richiesta di pace». In realtà su giornali e tv rimbalzano continuamente le immagini dei tanti bambini che muoiono sotto il fuoco israeliano a Gaza. Che cosa dice la comunità ebraica? «La morte di tante persone innocenti fa male a tutte le persone civili. Ma il mondo deve capire che cadono i missili sulle città! In pieno centro a Tel Aviv, ho sentito la sirena ed era la prima volta che succedeva nella mia vita durante il giorno: ho dovuto cercare un rifugio. Se cadessero missili a Milano, a Como, a Mantova, a Lecco, a Trezzano sul Naviglio, che cosa farebbe l'Italia?».

La comunità ebraica scende in piazza per raccontare. Dice Meghnagi: «Vogliamo spiegare alla gente che se Israele usa i soldi per difendere il suo popolo, Hamas usa i soldi per distruggere il suo popolo. Gaza è il territorio che riceve più sostegno al mondo in proporzione alla popolazione. Se avessero usato i soldi per ospedali, industrie e abitazioni, invece che per missili e tunnel, il popolo non sarebbe stato così sofferente. Nel 2013 183mila palestinesi della Cisgiordania e di Gaza sono stati curati negli ospedali israeliani. La gente sa tutte queste cose? Io credo di no». Ma adesso la guerra infuria crudelissima. Come costruire la pace? «Con l'aiuto dei Paesi moderati, togliendo i missili a Hamas. E invece il mondo se n'è lavato le mani». A Milano intanto è stato annullato il concerto della cantante israeliana Noa: ha accusato il premier israeliano Netanyahu di non volere la pace, al contrario del palestinese Abu Mazen. Meghnagi approva: «Credo che abbiano fatto bene...».