Piccardo difende l'imam radicale Una nuova bufera sul leader islamico

Alberto Giannoni

Nuova grana per i centri islamici. E nuova polemica per Davide Piccardo, che coordina una parte delle moschee milanesi e - in passato - anche candidato alle elezioni nella lista di Sel. Il caso nasce dopo la decisione del ministero dell'Interno, che ha impedito l'ingresso in Italia di Tareq Suwaidan, imam radicale che le comunità ebraiche italiane hanno definito «un predicatore d'odio della peggior specie», noto per posizioni «antisemite e anti-israeliane». Piccardo ha difeso l'imam. E ha escluso che Suwaidan abbia mai sostenuto posizioni «estremiste o violente». «È uno strenuo oppositore delle oscurantiste» - ha spiegato - «subisce questo ostracismo solo a causa delle sue posizione anti-sioniste a sostegno del popolo palestinese». Queste parole hanno preoccupato non poco gli ebrei milanesi: «Sono e sarò sempre favorevole ai luoghi di culto, anche e soprattutto per i musulmani - ha premesso Davide Romano, portavoce della sinagoga Beth Shlomo ma anche assessore della Comunità ebraica - ma le moschee devono essere gestite da chi ha dato prova di moderazione e di rispetto per tutte le religioni, non da chi difende imam che incitano all'odio verso gli ebrei». «Con queste dichiarazioni di Piccardo - ha aggiunto Romano - il sogno di una moschea dove i musulmani possano pregare in pace si trasforma in un incubo. Per tutti». D'accordo anche Matteo Forte, consigliere comunale centrista. «Le posizioni di Piccardo - ha detto - smascherano definitivamente il Caim e quella parte di islam a cui la sinistra vuole concedere aree pubbliche e moschee». Forte ha chiesto al candidato Pd Beppe Sala di fermare il bando moschee della giunta.

Commenti

Giorgio5819

Sab, 09/04/2016 - 18:18

Fuori dall'italia l'imam e fuori anche piccardo, di questi lerci non ne abbiamo bisogno. Se poi pensiamo che e' in area sel.........Disinfettiamo la società da questi batteri.