Piccolo, grande stagione in omaggio a Ronconi

A cinque anni dalla morte, eventi per ricordare la lezione del regista. E un ricco cartellone

Il rito laico della presentazione di stagione (la prossima, 2019-2020) ha avuto luogo di fronte agli addetti ai lavori e a semplici invitati: ieri, allo Studio Melato, una delle tre sedi del Piccolo. In anticipo sulle altre realtà milanesi, la gran macchina diretta da Sergio Escobar ha mostrato i muscoli, ovvero la sfilza di spettacoli (23 prodotti, 28 ospiti da compagnie italiane, 16 internazionali) che conquisteranno un pubblico in crescita, composto da molti giovani («ma chi va a teatro è ragazzo anche a 70 anni», ha detto Escobar). Gli assessori alla cultura Filippo Del Corno, comunale, e Stefano Bruno Galli, regionale, hanno contribuito, con parole affettuose, alla buona riuscita del rito. C'erano pure Salvatore Carrubba (presidente del cda del teatro, in scadenza), Andrea Rebaglio (di Fondazione Cariplo), Guido Bardelli (Camera di commercio) e Stefano Massini, consulente artistico del Piccolo. Qualcuno, malizioso, potrebbe notare che non c'era neppure una donna, ma pazienza.

Le donne ci saranno, eccome. A partire da Emma Dante, che tornerà con la nuova produzione Misericordia, sua seconda regia per il Piccolo. Una storia forte, ambientata in un basso di Palermo, dove un bambino ritardato, e dunque speciale, viene allevato da tre donne-madri, prostitute. Sempre Sud nello spettacolo Mangiafoco, di Roberto Latini, in collaborazione con Matera 2019, Capitale della cultura. Siamo dalle parti di Pinocchio, che Latini esplora dopo il Goldoni portato in scena in questa stagione.

Un regista-divo del Piccolo è l'inglese Declan Donnellan, che diventa regista residente per tutto il 2020. Lavorerà con i giovani per uno spettacolo ancora in fieri, che vedremo allo Studio Melato. Altro astro del Piccolo è Toni Servillo; ci stupirà con Eternapoli, melologo su musica di Fabio Vacchi eseguita dall'Orchestra Verdi, con testo di Giuseppe Montesano. Si racconta un incubo: Napoli diventa un luna park con i soldi della camorra. Grande orgoglio per la prima volta di Thomas Ostermeier al Piccolo, dove è stato ospite in passato. Ostermeier, direttore della Schaubühne di Berlino, firmerà il primo allestimento italiano: Ritorno a Reims, dal testo di Didier Eribon, con Sonia Bergamasco e attori italiani ancora da individuare. Produzione-kolossal quella di Antonio Latella, che andrà in scena con Hamlet, nuova tappa del suo progetto su Shakespeare. Il ruolo di Amleto è affidato a Federica Rosellini, già allieva di Ronconi alla Scuola del Piccolo. A proposito di Ronconi, il 21 febbraio 2020 saranno i cinque anni dalla morte. Quel giorno, la scuola del teatro, diretta da Carmelo Rifici, sarà dedicata a tramandare agli allievi gli insegnamenti del grande regista, e al Chiostro Nina Vinchi si rivedranno in video spettacoli che hanno fatto la storia del teatro europeo. Di Massini vedremo invece Storie, rabdomantico percorso nelle pieghe del nostro tempo con accompagnamento jazz di Paolo Jannacci al pianoforte. Elegante, come sempre, il quaderno che raccoglie le sinossi degli spettacoli. La copertina è un regalo di Tullio Pericoli, un disegno aperto sul mondo, com'è nella natura del Piccolo.

Fare teatro significa anche testimonianza, impegno. «E noi - ha detto Escobar - con il Centro Teatrale Bresciano torniamo a riflettere sugli anni delle stragi, di piazza Fontana e di piazza della Loggia. Nello spettacolo La parola giusta, con Lella Costa e regia di Gabriele Vacis». Giusto spazio in cartellone avranno anche i classici di casa, Arlecchino su tutti. Perché la tradizione è una forza che aiuta ad affrontare il futuro.