Pietro Tatarella

«Se avessero avuto un minimo di rispetto per la figura di Indro Montanelli non avrebbero organizzato la festa dell'Unità, con gli stand delle salamelle, proprio nel parco a lui intitolato». Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, non ha parole (positive) per giudicare la scelta di organizzare la festa nazionale del Pd ai giardini di Porta Venezia.

Non è ancora detto che ottenga il sì dal Comune. La giunta ha chiesto al partito di integrare la richiesta, scioglierà le riserve venerdì..

«Ma chi ci crede? La giunta ha già deciso di autorizzare la kermesse ai giardini Montanelli, sta semplicemente prendendo tempo per far vedere ai cittadini che i controlli sono accurati».

Sarà troppo invasiva?

«Sicuramente dieci giorni di festa dell'Unità nel principale parco del centro di Milano insieme al Sempione non è il massimo, per le famiglie che lo frequentano con i bambini e per i turisti. Poi c'è il problema del verde. Anche se il segretario milanese del Pd Pietro Bussolati garantisce che gli stand non saranno posizionati sul verde, stia sicuro che saremo molto attenti nel vigilare».

Suoi colleghi, da Riccardo De Corato (Fdi) a Fabrizio De Pasquale (Fi) minacciano già esposti o lettere alla Soprintendenza sui rischi che corre un'area vincolata. Condivide?

«Ribadisco che saremo molto attenti, sia sugli eventuali danni al verde e sia sulla parte economica che verrà corrisposta al Comune. Mi auguro che la tassa di occupazione del suolo pubblico sia congrua. E non si usino due pesi e due misure».

Cosa intende dire?

«Mi fa rabbia che in quattro anni la giunta Pisapia abbia alzato qualsiasi tipo di paletto per ostacolare le imprese che svolgono attività di somministrazione e per la festa dell'Unità permetta senza troppi problemi di installare ristoranti e stand in un giardino vincolato. E ribadisco che lo spregio alla figura di Inro Montanelli mi sembra l'aspetto più assurdo della vicenda».

La giunta ha chiesto al Pd una stima attendibile delle presenze, per poter valutare l'impatto sul verde. I timori sono soprattutto per il comizio del premier Renzi.

«Credo che difficilmente la venuta di Renzi trasformerà i giardini Montanelli nella Woodstock milanese...».