Pigiami e maglie col micio per i regali fatti dai carcerati

In viale dei Mille prodotti di Bollate, Opera e Beccaria

«Gatti Galeotti». Il marchio coi mici in pigiama a righe bianche e nere è il più giocoso. I gatti appaiono sulle targhette dei prodotti del carcere di Bollate, San Vittore, Opera e Beccaria, venduti nel negozio di 200 metri quadri e 5 vetrine su strada in viale dei Mille. Una delle fan dello store è l'assessore alle Politiche per il lavoro, attività produttive e commercio, Cristina Tajani. «Gli oggetti-regalo che possiamo trovare qui dentro sono il prodotto di una nuova dimensione del lavoro, basata sulla maestria ma soprattutto sul principio sociale che l'attività riabilita le persone che potrebbero cedere alla violenza di un evento traumatico». Sono sempre più numerosi gli imprenditori che cercano di usufruire della manodopera dei detenuti, aprendo una nuova frontiera dell'economia, e favorendo nel contempo la possibilità per un essere umano di ritrovare la fiducia in se stesso e nella società.

Oltre ai prodotti hi-tech, nel negozio tra viale dei Mille 1 e piazza Dateo si possono ammirare sacche, pochette, sporte per la spesa e borse create da «Borseggi», pigiami e abbigliamento per bambini, abiti per il guardaroba delle signore, giocattoli di legno, piante e fiori per la casa e il terrazzo, calendari, block notes, quaderni. Dalle biciclette in bambù sino alle piante ornamentali e officinali, passando per le borse e gli accessori decorati con gli inconfondibili gatti di San Vittore, dai tessuti tagliati al laser e creati per realizzare borse di design fino all'eco-shopper per piante e fiori oltre a libri e prodotti cartotecnici stampati con innovative matrici, ideate con stampanti 3D, e ancora lampade di design, complementi d'arredo e giocattoli in legno creati con i laser cutter a Bollate.

«La collaborazione tra imprese, FabLab e imprenditori che scelgono di produrre all'interno delle carceri - prosegue Cristina Tajani - consente di ampliare i percorsi di riqualificazione professionale per i detenuti, aumentandone le competenze tecniche e favorendo il loro rientro nel mercato del lavoro come valido strumento di riscatto sociale. Invito tutti i milanesi a considerare questa opportunità come una valida alternativa ai classici regali, spesso scontati». L'idea dello store è stata realizzata dal Comune di Milano in collaborazione con il Provveditorato alle carceri e le aziende.

EG