La pigotta interpretata dagli artisti sabato in mostra per aiutare l'Unicef

Cos'è una bambola per un bambino? Una compagna di giochi che può durare anche una vita, una morbida «coperta di Linus» sulla quale sfogare gioie e lacrime, il simulacro di un'amicizia «di pezza» forse incomprensibile ai più, ma che nei cuori dei piccoli ha un posto tutto speciale. Mantova dal 29 ottobre (giorno dell'inaugurazione) al 10 novembre coniugherà attraverso una bambola molto speciale - la pigotta dell'Unicef - l'arte con la solidarietà. Un'iniziativa benefica ideata dalla «Confraternita del Salame», presieduta da Vanni Fontanesi e che - nonostante la evidente particolare attenzione alla cultura gastronomica, ha anche un occhio di riguardo per la solidarietà - porterà ad esporre al Museo Diocesano «Francesco Gonzaga» dipinti, installazioni, fotografie e sculture in cui la pigotta sarà protagonista speciale, secondo la sensibilità dei vari artisti che ne hanno interpretato l'immagine, il significato. Una mostra che avrà anche un proprio catalogo, come si conviene agli oggetti d'arte, realizzato da alcuni professionisti.

Dopo il periodo della mostra la Confraternita, insieme al Comitato provinciale di Mantova presieduto da Edda Caramaschi Gandolfi, provvederà a mettere all'asta le 70 pigotte esposte da dopodomani. Il ricavato servirà a finanziare le attività di solidarietà a favore dell'infanzia sofferente della principale organizzazione mondiale per i diritti per l'infanzia - l'Unicef appunto - che opera in ben 156 paesi in via di sviluppo e in 36 indutrializzati attraverso i suoi comitati nazionali e provinciali.

Su «Facebook» è possibile consultare e iscriversi al gruppo «Amici per la pigotta» dove le varie bambole, pensate e «scolpite» da ciascun artista seconda fantasie e materiali differenti, hanno già una propria vita.

RC