Pisapia, buffetti al Papa e sì alle coppie di fatto: anche la sua vice lo molla

«No al registro delle coppie di fatto». Ok «a norme amministrative» che assicurino «diritti minimi» alle diverse formazioni sociale ma «senza confusioni con la famiglia che resta quella definita dall’articolo 29 della Costituzione». I maligni dicono che dà segni di esistenza (in giunta) solo adesso che le traballa la poltrona. Ma dalle colonne di Avvenire a smarcarsi così nettamente da Giuliano Pisapia, che nei giorni scorsi ha dato il benvenuto al Papa con un’accelerata sul registro gay («se non ci pensa il consiglio entro fine anno lo farò io»), è la sua vice Maria Grazia Guida. Cattolica, eletta nella lista del Pd ma ai ferri corti con il partito e indicata tra le vittime del rimpasto che potrebbe scattare a luglio. Venerdì da Palazzo Marino Vladimir Luxuria, il presidente onorario dell'Arcigay Franco Grillini (Idv) e la deputata Pd Paola Concia lanceranno da Palazzo Marino il progetto di legge iniziativa popolare per il riconoscimento delle coppie di fatto, serviranno 50mila firme per portare la questione in Parlamento. Giuliano Pisapia farà da tesimonial e i tre partiti gli chiederanno anche di essere il primo firmatario. «Non ho ancora avuto modo di leggere il testo e lo valutero - ribadisce la Guida - ma se va nella direzione dell’omologazione con la famiglia sono contraria». Che nell’intervista cita due volte la Costituzione. Il Papa durante la visita milanese ha richiamato anche i politici sul valore della famiglia «fondata sul matrimonio tra uomo e donna». Interpellato a margine sul registro, Pisapia aveva precisato che «il Pontefice ha ribadito quello che c’è nella Costituzione: sulla famiglia dice una cosa ben chiara, che io voglio e debbo rispettare. Ma voglio anche dire che devono essere rispettati i diritti di tutti».
L’uscita della Guida (ri)mette in imbarazzo e divide il centrosinistra. La tappa del Papa in città era servita a rinviare la discussione in consiglio, ma ora i consiglieri devono schierarsi. Il vicesindaco «pone osservazioni condivisibili - afferma Andrea Fanzago, cattolico del Pd - la priorità rimangono le coppie con figli su cui bisogna fare una riflessione in termini di tutele» e «bene ha fatto a richiamare la Costituzione». Marilisa D’Amico, la consigliera Pd incaricata di redarre la proposta di iniziativa consiliare sul registro, accelera: «Il riconoscimento di una unione affettiva e le conseguenti ricadute di tipo amministrativo è il nucleo del progetto che nelle prossime settimane porteremo in Commissione e poi in aula, un documento che non è in contrasto con la famiglia tradizionale ma garantisce altre forme di unioni presenti in città, andremo avanti nel rispetto delle sensibilità di tutti. Stop a discriminazioni». Il coordinatore provinciale Roberto Cornelli assicura che «era nel programma elettorale di Pisapia e il Pd farà la propria parte per rispettarlo».
Anche l’assessore Pd Piefrancesco Majorino, main sponsor del registro, assicura che «non cambia nulla, quella del vicesindaco è una posizione personale». Il leghista Max Bastoni sottolinea invece che «in giunta c’è ancora una piccola parte di buonsenso, la Guida mostra di non arrendersi alle pressioni esterne e difende il valore della famiglia». Il Pdl Romano La Russa invita il Comune a «pensare alla famiglie in difficoltà per la crisi invece che a questioni ideologiche».