«Pisapia ci scarica i rom di Monte Bisbino»

«Milano se ne lava le mani. Da anni. E i problemi ricadono tutti su di noi». Ci vanno giù pesanti il sindaco e il vicesindaco di Baranzate, il piccolo comune che condivide con Milano il campo nomadi di via Montebisbino. Ce l'hanno con Pisapia e con il suo assessore alla sicurezza Marco Granelli. Ce l'hanno con il Comune di Milano che «non prende nessuna decisione definitiva su quest'area», tuonano Giuseppe Corbari (sindaco) e Franco Cesaretto (il vice).
La questione è molto pratica e poco politica. Il Comune di Baranzate infatti è guidato da una giunta sostenuta da una lista civica. Dentro c'è destra e sinistra passando anche per il centro. Il problema è che «il campo di via Montebisbino è talmente ai confini di Milano che il disagio lo patiamo solo noi. Che gli importa a Milano di andare a occuparsi di quello che succede così lontano dal suo centro?», s'infuoca Cesaretto.
Tanto che giovedì scorso al tavolo della sicurezza, Baranzate ha portato all'attenzione del prefetto tutta la questione. «Cosa vogliamo? Che sia presa una decisione definitiva. Che Milano non scarichi solo di noi tutto il problema», spiega il sindaco. Il problema è il campo occupato dai rom che negli anni hanno edificato vere e proprie ville abusive. Quello stesso terreno ora diventato cruciale in vista di Expo: l'area è stata espropriata ed è stato deciso anche un indennizzo per i rom. I terreni che servivano per Expo sono stati liberati, ma «tutto il resto è rimasto com'è - spiega Cesaretto - C'è un problema di ordine pubblico con i nomadi che sono stati indennizzati ma non sono stati ricollocati da nessuna parte». Gravitano quindi nel vicino Baranzate e sui suoi 11.500 abitanti. «Abbiamo solo 8 vigili tanto per fare un esempio - spiega il sindaco - e i bambini sono tutti inseriti nelle nostre scuole. È un costo che non riusciamo a sostenere». A Milano chiedono da anni un aiuto. Economico. Ma anche di gestione pratica. Ad esempio con un'integrazione di vigili per sorvegliare la zona.
«Con Rho, Pero e Milano abbiamo firmato un accordo per un nucleo intercomunale creato ad hoc per Expo. Nucleo che dovrebbe cominciare i suoi pattugliamenti proprio da qui», spiega Cesaretto. Il prefetto si è assunto anche l'impegno di verificare il resto. «Ora c'è un 60 per cento del campo che resta. Case abusive su terreni non edificabili e il tutto a appena venti metri da quello che è diventato il sito di Expo», spiega Cesaretto. «Se Milano non vuole smantellare tutto definitivamente almeno che diventi regolare e controllato», conclude il sindaco.