Pisapia e il gran rifiuto «Io di nuovo sindaco? Da tempo ho detto no»

Smentite le voci in arrivo da Roma che vorrebbero Renzi in pressing per farlo tornare a Palazzo Marino

«Spiritosissima». Così il sindaco Giuliano Pisapia ha bollato la domanda di chi gli chiedeva se è vero che potrebbe nuovamente candidarsi. «Mi sembra di averlo detto in maniera molto chiara a suo tempo e soprattutto in tempo utile per preparare le primarie», ha ribadito ieri sera alla sinistra riunita alla Casa della cultura di via Borgogna proprio a discutere di primarie. Il «progetto di un centrosinistra ampio può vincere anche nel 2016» dice il sindaco. Anche se si riferisce a Pd, Sel e liste civiche, sulla sinistra-sinistra evidentemente, la scelta passerà al futuro candidato. Ribadisce che le primarie sono la via maestra e avverte: «Ci saranno anche liti, ma facciamoci una telefonata e chiariamoci subito. Io tirerò per la giacchetta il centrosinistra se vedrò che fa errori». A livello nazionale però Vendola, Landini, Pippo Civati e gli altri fuoriusciti dal Pd lavorano ad una coalizione anti-Renzi che rischia di mandare in cortocircuito le prossime campagne elettorali. Tanto che pure il capogruppo di Sel Mirko Mazzali ha dovuto ammettere: «Sel ci sarà? Se ci sarà ancora Sel». Pisapia e compagni hanno partecipato al primo atto del percorso verso le primarie, con gli 11 garanti (da Gad Lerner a Marilena Adamo, don Gino Rigoldi) che hanno presentato la Carta dei valori, i 5 macro-temi - cittadinanza, città metropolitana, diritti civili, sobrietà, immigrazione - che dovranno essere sottoscritti dai futuri candidati e su cui da oggi si aprirà una consultazione on line per il contributo dei cittadini. Primarie che non si terranno prima di dicembre o gennaio e da qui ad allora - come temono l'assessore Pierfrancesco Majorino e il deputato Emanuele Fiano, già scesi in campo e ieri entrati insieme in sala - il premier Renzi potrebbe calare dall'alto un Giuseppe Sala, commissario Expo, o il presidenti Inps Tito Boeri. Di più si capirà forse sabato prossimo, all'assemblea nazionale dem convocata proprio tra i padiglioni del 2015. Il centrosinistra «crede nelle primarie - ha ribadito ieri il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati -. Chiunque vorrà sostituire Pisapia dovrà assicurare senza esitazioni il proprio sostegno qualora, a fine percorso, il candidato scelto dovesse essere un altro». La scissione che ha portato alla debacle in Liguria scotta. E agita.