Pisapia mette Sea in mano a Modiano Maroni: «Ci ascolti»

Un'assemblea lunga e tesa e alla fine il banchiere vicino al centrosinistra Pietro Modiano sarà il nuovo presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano e Malpensa e di cui il Comune è azionista di maggioranza. Decisiva l'indicazione del sindaco Giuliano Pisapia che oltre all'indubbia competenza ancora una volta non ha certo dimenticato di guardare a sinistra per scegliere un altro tassello che va a completare l'occupazione politica di tutti gli spazi. Presidente della Carlo Tassara e di Nomisma, Modiano è stato fra l'altro direttore generale di Intesa Sanpaolo e vice direttore generale del Gruppo Unicredit. Ma è anche marito di Barbara Pollastrini, partita con maoisti sessantottini di Servire il popolo, poi diventata ministro nel governo Prodi ed oggi esponente di spicco del Pd.
Finisce così l'era del manager vicino alla Lega Giuseppe Bonomi per il quale si apre ora il risiko di una nuova nomina di altrettanto prestigio tra Ferrovie Nord, Fiera e magari anche la Regione. Da dove il governatore Roberto Maroni ha detto che «a me l'appartenenza politica non interessa, io voglio mettere persone capaci nelle nomine che mi competono e mi auguro che sia così per chiunque sia messo dagli altri». Per Maroni «il sistema aeroportuale del Nord ha bisogno di un riassetto, bisogna superare il conflitto tra Malpensa e Linate e pensare alla loro integrazione con Bergamo, Brescia, Verona, Torino e anche Venezia».
Molto duro con Bonomi Vito Gamberale, l'amministratore delegato del Fondo F2i che detiene il 44 per cento della società e ha parlato di una «gestione monarchica» a cui dare una svolta. E per giustificare l'astensione al momento di approvare il bilancio, ha parlato di una gestione 2012 che non vede «nessun atto che possa essere ricordato con soddisfazione a parte l'accordo di programma». Dito puntato su Bonomi fino a ieri presidente e direttore generale. «In Sea - l'attacco di Gamberale - c'era una struttura del potere monarchica e distorta, con manager abituati all'autoreferenzialità». E chiede «sobrietà nelle retribuzioni, fino ad oggi anomale e fuori da qualsiasi norma», sottolineando che «non si possono spendere 15 milioni l'anno per consulenze». Nessuna intenzione, invece, di rinunciare alla conferma dei due consiglieri uscenti Mauro Maia e Renato Ravasio, raggiunti così come lui stesso da un avviso di garanzia per aggiotaggio, ma votati ieri da Gamberale e dunque entrati nel nuovo cda Sea insieme ai cinque membri proposti e votati dal Comune: Modiano indicato per la presidenza, Salvatore Bragantini, Susanna Zucchelli, Mario Aspesi e Susanna Stefani.
Secco Bonomi: «Lascio una società sana. Gamberale sa che i manager come me e lui si giudicano in base ai numeri. Sea nel 2012 ha fatto più 19,5 per cento di ebitda e più 22 di utile, nell'ultimo triennio i ricavi sono cresciuti del 16,7 e il mol di oltre il 40». E sulle polemiche per gli indagati Maia e Ravasio, il capo di gabinetto del Comune Maurizio Baruffi che rappresentava il sindaco ha tagliato corto: «Sono stati votati da F2i così come è nelle regole e nelle logiche dell'assemblea. Il Comune ha votato la sua lista». Approvato anche il taglio del 30 per cento ai costi del cda: al nuovo presidente 200mila euro, al vice 50mila e 30mila ai consiglieri.

Commenti

degrel0

Mar, 25/06/2013 - 18:40

E questa non è mafia?mafia rossa ma sempre mafia è!