Pisapia non governa più Il Bilancio rischia di saltare

Liti a sinistra e campagna, difficile l'ok ai conti entro giugno E il centrodestra annuncia già un migliaio di emendamenti

L'ultimo Bilancio della giunta Pisapia probabilmente sarà approvato (riveduto e corretto) dal prossimo sindaco. Il documento di previsione 2016 doveva approdare ieri in aula dopo l'ultimo passaggio in Commissione con il vicesindaco Francesca Balzani, ma è mancato il numero legale, e nonostante la presenza del sindaco Pisapia. Tra aria di smobilitazione (i consiglieri sono già concentrati sulla campagna elettorale), una maggioranza che scricchiola (almeno 4 esponenti votano ormai regolarmente con l'opposizione, altri tre a tempi alterni) e una «marea di emendamenti» - tradotto più esplicitamente dal consigliere Fdi Riccardo De Corato, «almeno un migliaio» - per bloccare l'approvazione, il Bilancio 2016 è ad altissimo rischio. Anche perchè restano si e no 12 sedute da qui a fine aprile, quando scatterà lo stop ai lavori. Vero che la maggioranza potrebbe chiedere una serie di consigli straordinari, ma dall'aria che tira neanche per il Pd sembra più una priorità assoluta approvare i conti. Non se ne dispiace l'opposizione, da De Corato a Fabrizio De Pasquale (Forza Italia) scommettono che il Bilancio sarò votato «dal prossimo sindaco, cioè dal nostro Stefano Parisi». Già ora, per dare un segnale della loro scala delle priorità, con gli emendamenti chiederanno di spostare «più fondi sulla sicurezza, sul rinnovo delle caldaie, contributi a commercianti e residenti danneggiati dai cantieri della M4». Ma fanno presente che il blocco del Bilancio (e quindi delle spese) paralizza pure provvedimenti annunciati dalla giunta e che dovrebbero passare in aula come emendamenti della maggioranza: dalla permuta di due aree per salvare la paulonia di Brera ai fondi per i negozi lungo il tracciato della M4. E in coda per essere discissi entro fine mandato ci sarebbero anche il nuovo Piano regolatore dei cimiteri, il Regolamento del verde.Il Bilancio che quindi, con molte incognite, ha iniziato ieri il suo percorso in aula con la presentazione della Relazione da parte della Balzani, ha in allegato un parere dei revisori dei conti che bacchetta la giunta Pisapia. Per far quadrare i conti è stato previsto un prelievo di 102 milioni di euro dalle società partecipate (77 da Sea e 32 da Atm). Per il triennio 2016/2018, si legge, «si è fatto ricorso in modo cospicuo all'uso di risorse straordinarie. É necessario procedere nella adozione di azioni di breve e medio periodo di rimodulazione della spesa e delle entrate, per consentire in futuro il mantenimento strutturale dell'equilibrio di parte corrente limitando il più possibile il ricorso a extra-dividendi, risorse per loro natura limitate e bon sempre disponibili». Il Collegio «suggerisce altresì di operare una gestione improntata a criteri di prudenza». La spesa corrente peraltro cresce quest'anno di circa trenta milioni rispetto al 2015. La Balzani replica che è «a causa dei costi di gestione della M5, circa 100 milioni all'anno». E sui dividendi straordinari assicura che «almeno la metà saranno ridotti giovedì prossimo in giunta grazie all'avanzo 2015».ChiCa