Pisapia riscrive il copione Ora Sala unisce la sinistra

Stasera passaggio del testimone col manager al teatro Elfo Da lì, il 30 gennaio, chiedeva un voto contro di lui (e Renzi)

«Ripartiamo dalla foto che il 7 febbraio ha segnato il nuovo corso del centrosinistra milanese». Il segretario milanese del Pd, Pietro Bussolati, giorni fa ha lanciato la kermesse che andrà in scena questa sera dalle 21 al teatro Elfo Puccini - un passaggio del testimone tra la giunta arancione e Beppe Sala - come un proseguimento del lavoro di squadra iniziato la sera delle primarie, non a caso è stato scelto lo stesso luogo dove mr Expo fu dichiarato vincitore e fu immortalato in un flash con Giuliano Pisapia e gli ex sfidanti Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino. «Milano continua così» è lo slogan della serata. Parlerà per il primo il sindaco, poi a coppie gli assessori (Majorino-Tajani, Maran-Balzani, Rozza-Cappelli, D'Alfonso-Granelli, Bisconti-Del Corno, Balducci-Benelli) per ricordare alla platea i progetti realizzati in questi anni, e infine toccherà a Sala. Tutto normale, se non fosse che già la scelta del posto non è azzeccata. Sembra svelare ancora più chiaramente la farsa: Primo, la sera del 7 febbraio persino Pisapia, che aveva diviso giunta e partiti schierandosi per la Balzani, prese più applausi del neo-candidato, votato dal 42% degli elettori, non proprio un trionfo. E tra il manager e il vicesindaco gli screzi sono proseguiti fino ai giorni scorsi, solo entro oggi o domani dovrebbero fare finalmente squadra, la Balzani guiderà la «lista arancione» che servirà a tenere in coalizione Sel e a convincere i comitati arancioni a darsi da fare come nel 2011. Ma gli elettori balzaniani saranno i più disorientati dalla giravolta. Secondo, proprio su quel palco, non mesi ma appena 37 giorni fa (era il 30 febbraio) hanno sentito dal sindaco parole forti contro Sala e il governo Renzi. Dichiarando il voto per la sua vice («l'unica ad avere capacità amministrativa e sensibilità politica»), chiedeva di lanciare un segnale a Roma: «Vi assicuro che Milano non ci sarà mai il partito della Nazione, non diventerà il teatrino della politica nazionale». E contestava i ministri renziani, a partire da Maria Elena Boschi, che «si sono intromessi» nelle primarie milanesi. Un appello anti-Sala e anti-premier. Se il «partito della nazione» non maturerà intorno a mr Expo, è perchè la discesa in campo di Stefano Parisi per il centrodestra ha tolto spazio a Sala per allargarsi al centro. Non gli resta che virare decisamente a sinistra e appellarsi ad un endorsement convinto del sindaco per tenere quella parte dell'elettorato (più del 50%) che non l'ha votato alle primarie. Nella riunione con gli assessori per organizzare lo show, due giorni fa, Pisapia ha chiesto di rimarcare nei loro interventi le cose fatte e ribadire che il centrosinistra unito vince. Si capisce che dovranno insistere molto sul concetto, dopo gli schiaffi tra i candidati durante le primarie. Ci saranno la Balzani e ci sarà sul palco un convintissimo Majorino, che ha chiesto fino al 7 febbraio al manager di tirare fuori i conti di Expo e ora critica il centrodestra che in consiglio ha chiesto di istituire una commissione di inchiesta per fare chiarezza. Oggi l'aula torna a votare, e potrebbe essere il boccone amaro per Sala prima di arrivare al Puccini.La scorsa settimana è mancato un voto. Il capogruppo di Fi Pietro Tatarella è convinto che oggi ci saranno i 25 voti. La richiesta parte da 19 consiglieri di opposizione e anche da 7 della maggioranza. Per il consigliere Fdi Riccardo De Corato anche Pisapia e il Pd «dovrebbero cogliere l'occasione per fare chiarezza, tutti noi abbiamo il diritto di sapere se esiste un disavanzo nei conti e a quanto ammonta».ChiCa